Moda e società

In una società multietnica, dove l’interazione tramite i socialnetwork ci porta inevitabilmente ad avere degli scambi (di qualsiasi natura) con gli altri, anche il nostro modo di essere, di pensare, mi agire e perché no, anche di nutrirsi e vestire, può avere degli effetti positivi su di noi, se frutto di questa interazione e scambio.

Bisognerebbe prendere sempre il buono da ogni cosa e sfruttarlo al meglio per noi. Imparare dagli altri; essere umili, accettare consigli e critiche, gradire pareri e opinioni e cercare sempre di migliorare.

Uno di questi campi che a mio parere possa sfruttare a pieno queste possibilità è la moda:

La moda sta’ diventando un “fatto personale”, nel senso che ognuno di noi è stilista a modo suo. Leggendo molti blog, confrontandomi con professionisti del settore e sentendo opinioni, sempre più persone “adattano” una moda o uno stile alla propria personalità; questo è un fatto positivo, che porta le persone a non solo “seguire il branco”, ma a uscirne come singola entità.

Seguire la moda non è più solo una cieca rincorsa all’oggetto desiderato, ma fare di se stessi un’icona di stile, e poco importa se la raffigurazione che si mostra agli altri lasci a desiderare.

Lasciare un segno, essere creativi, stilisti di se stessi, interattivi, questo è l’impulso che spinge una persona “normale” a diventare artefice del suo cambiamento.

Annunci

Perché usare Pinterest.

Immagine

Pinterest è un social network fondato nel 2010 da Evan Sharp, Ben Silbermann e Paul Sciarra dedicato alla condivisione di fotografie, video ed immagini. Basato sull’idea di creare un catalogo on-line delle ispirazioni, Pinterest permette agli utenti di creare bacheche per gestire la raccolta di immagini in base a temi predefiniti o da loro generati. Il nome deriva infatti dall’unione delle parole inglesi pin (appendere) e interest (interesse).

Da Wikipedia.
Nonostante la sua fama di social network al femminile (esiste anche una versione maschile), ho notato che le potenzialità di questo strumento sono notevoli e prescindono da una semplice lista di prodotti preferiti o di regali di compleanno.

Per il come si usa, prendo invece in prestito l’esauriente spiegazione di Beatrice Nolli, cha ha postato su www.franzrusso.it, questo interessante articolo.

Da Facebook e da G+ ha mutuato l’importanza delle immagini, nozione ormai assodata nel funzionamento del social networking, da Twitter invece alcune dinamiche: le descrizioni delle foto come del profilo non hanno limiti di spazio predefiniti, ma è altrettanto vero che in linea di massima i testi tendono ad essere quanto più sintetici possibile e ad oggi prevalentemente in inglese. Il particolare riferimento a Twitter è relativo però alla possibilità di “re-pinnare” un’immagine facendola finire in una delle proprie bacheche, creando così la stessa enfasi che si ottiene con un retweet ma senza che questo scada dopo poco tempo come accade su Twitter appunto. Altra peculiarità twitteriana è la possibilità di “followare” utenti, su Pinterest però si aggiunge un vantaggio: è infatti possibile seguire i singoli argomenti, ovvero le bacheche, evitando così di leggere cose che prescindano dai propri interessi come può accadere invece su Twitter.
Identicamente agli altri social network è possibile taggare altri utenti nei commenti utilizzando l’@ e selezionando l’utente dalla lista di follower.

Riepilogando, per usare Pinterest:
1. Creare un account (al momento è ancora su invito, non esitate a contattarmi per averne uno!), si può effettuare l’accesso anche tramite profilo Twitter o Facebook, io ho scelto quest’ultimo anche perché ha un’applicazione dedicata con la quale pubblicare “pin” sul proprio diario.
2. Collegarlo a Twitter o Facebook o entrambi.
3. Completare il profilo con una breve bio.
4. Selezionare le bacheche che ci interessano tra quelle suggerite o crearne di proprie.
5. Scaricare il “pin button” per il proprio browser:  consente di restringere i contenuti del sito che si sta navigando a sole immagini ciascuna opzionabile, pubblicabile cioè in una delle bacheche, sia come immagine che come link, cosa che consente di “pinnare” qualsivoglia argomento durante la navigazione. Se prima di cliccare il “pin button” si seleziona un testo, questo lo si ritrova già inserito nell’apposito spazio descrittivo accanto all’immagine che intendiamo pubblicare.

Purtroppo il “pin button” da Chrome attualmente non funziona perfettamente su tutti i siti e in particolare non funziona su  Facebook, Twitter e YouTube, è possibile pinnare video ma non da questa fonte!
6. I pin si possono aggiungere dal web o uploadare dal proprio computer, anzi suggerisco di mischiare, dove possibile, pin prelevati da siti a pin di propria creazione, aumentano l’appeal delle bacheche. E’ sempre possibile associare un link al pin, quelli pubblicati tramite il pin button lo aggiungono in automatico. Per ciascuna bacheca si possono aggiungere o eliminare collaboratori tra gli utenti che si seguono.
7. Evitare il blocco dello scrittore: a differenza degli altri social network qui ci troviamo davanti una serie di blocchi bianchi da riempire, cosa che inizialmente mi ha bloccato, salvo poi scoprire nei giorni successivi di avere molte cose in mente man mano che andavo avanti nell’utilizzo di Pinterest.  Suggerisco a tal proposito di fare mente locale sui propri interessi e magari cercarli tramite l’apposito campo di ricerca. Altra buona pratica è cercare di avere un’attenzione particolare nella creazione delle bacheche e di idearne di specifiche, quanto più si riuscirà a creare argomenti di nicchia e preferibilmente self-maded tanti più follower e repin si otterranno.
8. Visualizzazione: l’utente vede i propri pin come singoli, o come boards ma anche come “tutti i pin inviati dal sito x”. La visione d’insieme è attualmente confusionaria a mio avviso, conviene utilizzare i filtri.
9. Mobile: ho potuto testare soltanto il fronte androidiano, ho utilizzato “Photo to Pinterest“, consente di pubblicare soltanto immagini presenti sul telefono  o di scattarne una, ma non di “pinnare” dal browser, nè di condividere link durante la navigazione…inoltre si arriva a Pinterest soltanto una volta pubblicata l’immagine attraverso “see your pin”, una volta usciti, per rientrare occorre pubblicare un’altra immagine. 10. Gifts: inserendo nella descrizione di un pin il prezzo senza spazi:”€0,00“, tale pin comparirà con un’etichetta che segnala il costo dell’oggetto e sarà visibile nella lista “gifts” attraverso la quale si potranno selezionare oggetti pinnati dagli utenti che si seguono, filtrati per fascia di prezzo, e realizzare così un desiderio di un amico o farsi fare dei regali per il proprio compleanno. Questa opzione può essere utilizzata anche per vendere oggetti. Attenzione: non dimenticare il link dell’e-commerce sul quale acquistare l’oggetto e soprattutto tenete presente che attualmente i prezzi sono visibili soltanto in sterline o dollari anche se inserite il simbolo dell’euro.

Le mie motivazioni per usare Pinterest:
– per seguire argomenti d’interesse
– per fare marketing di se stessi: diversificare gli argomenti
– per lanciare un prodotto o per selezionare quale prodotto sarà più o meno d’interesse, molto utile per chi realizza proprie creazioni e vuole interpretare le tendenze. (alcuni brands già presenti su Pinterest)
– per mostrare i diversi settori di un’azienda e di conseguenza le persone che ne fanno parte con i loro interessi (a tal proposito è utile la funzione “collaboratori” delle bacheche)
– per collezionare link da non perdere
– per stringere relazioni internazionali: mi sembra sinceramente più aperto su tale aspetto rispetto a Facebook
– per divertimento: può sembrare complicato all’inizio ma è molto più immediato di quanto si possa immaginare e sinceramente ne sono già addicted!

Difetti: oltre alla mancanza di compatibilità con alcuni siti ed alla mancanza di un’applicazione ufficiale per Android, che perdoniamo data la giovane età, mancano un editor di immagini e un uploader multiplo che sinceramente mi sembrano mancanze importanti.

E’ presto dire se potrà essere un’antagonista di Facebook e G+, Twitter per me resta un mondo a parte, ma Pinterest è sicuramente un approccio diverso, un modo di “vedere” i propri interessi e quelli degli altri, un modo per mettere in vetrina la propria creatività. La predisposizione esplicita ad un approccio puramente commerciale, la parte gifts, la dice lunga sugli obbiettivi di questo social network, ovviamente staremo a vedere, intanto ci vediamo che su Pinterest!
Grazie a Pinterest la ricerca su internet tramite fotografie e parole chiave ha finalmente la sua “chiave” di volta

Marketing, telemarketing e consulente marketing.

Soprattutto oggi si fa una gran confusione tra marketing, tele marketing e consulenza. Spesso non avendo chiari i significati delle varie parole, si tende a riunirle tutte in un unica grande categoria; le televendite.

Vediamo di spiegare meglio:

Il marketing (termine inglese) è una branchia dell’economia che si occupa dello studio descrittivo del mercato e dell’analisi dell’interazione del mercato e degli utilizzatori con l’impresa. Il termine prende origine dall’inglese market (mercato), cui viene aggiunta la desinenza del gerundio per indicare la partecipazione attiva, cioè l’azione sul mercato stesso.

Marketing significa letteralmente “piazzare sul mercato” e comprende quindi tutte le azioni aziendali riferibili al mercato destinate al piazzamento di prodotti, considerando come finalità il maggiore profitto e come causalità la possibilità di avere prodotti capaci di realizzare tale operazione.

Si differenziano due tipi di marketing:

  • marketing strategico: è un’attività di pianificazione, tradotta in pratica da un’impresa, per ottenere, pur privilegiando il cliente, la fedeltà e la collaborazione da parte di tutti gli attori del mercato.
  • marketing operativo: attiene invece a tutte quelle scelte che l’azienda pone in essere per raggiungere i suoi obiettivi strategici.

Si può definire come telemarketing l’insieme delle attività di marketing ( in questo caso vendita) effettuate tramite lo strumento telefonico:

  • il call center è il luogo fisico, interno all’azienda o in outsourcing, dove l’attività viene svolta;
  • l’attività di direct marketing svolta mediante il call center ha varie finalità, in base a queste viene classificata con ulteriori nomenclature specifiche.

L’attività di telemarketing consiste nel contatto telefonico diretto, svolto mediante operatori commerciali, fra una o più aziende consociate e la clientela, attuale o potenziale, di tali aziende. La finalità di questo contatto è in ogni caso di tipo commerciale, e consiste nella vendita telefonica di beni o servizi (in questo caso si parla in modo più appropriato di teleselling), oppure più spesso, nella pubblicizzazione commerciale delle attività e dei prodotti aziendali. In molti casi la telefonata si conclude, in caso di esito positivo, con l’individuazione di un appuntamento di vendita presso il domicilio del cliente o presso gli uffici commerciali dell’azienda.

Il consulente marketing, invece offre assistenza, che è la parola che meglio introduce nel colloquio con il cliente e le sue esigenze. In questo caso si viene in aiuto col presentare una serie di prestazioni e consigli (derivati da approfonditi studi di mercato), per mettere il “cliente” in una posizione di responsabile aziendale e che sia lui e non altri a decidere ciò che sia più conveniente alla sua azienda.

Studiare e attuare “strategie di mercato” ad hoc, pianificare la pubblicità, sfruttare a proprio vantaggio i “social network”, in una sinergia che permetta il raggiungimento di obiettivi comuni prefissati. Il consulente marketing diventa così il “trait d’union”, l’anello mancante tra il chi vende e chi compra, in poche parole un’ elegante confezione cui fasciare i propri prodotti.

A muso duro

Il nuovo anno porta inevitabilmente a delle considerazioni, forse perché questa giornata la dedichiamo alla riflessione dopo i bagordi delle feste o forse perché si ha realmente il bisogno di pianificare ciò che sarà e faremo. La mia considerazione o proponimento per il nuovo anno è questo, affrontare il 2011 a muso duro.

Stanco di aspettare gli eventi, voglio per una volta fare con il protagonista di un mio racconto il principe Koor. Nobile guerriero venuto dal mondo degli inferi per conquistare il mondo dei mortali, affronta gli eventi senza chiedersi cosa succederà dopo, lui vive giorno dopo giorno, vivendo ogni giorno come fosse l’ultimo.

Questa sarà la mia chiave di lettura per ciò che accadrà d’ora in avanti.

Diventare modelli. Alcuni consigli pratici

Book fotografici

Modella

Alcuni consigli dal web per chi volesse intraprendere la carriera di modella o fotomodella.E’ importante prepararsi a un test con un fotografo, a un casting o provino ponendo particolare attenzione al proprio corpo.

Una depilazione completa e attenta è necessaria come una corretta cura generale del proprio aspetto. I capelli devono essere in ordine in quanto normalmente per una modella emergente non interviene sul set un hair stylist che lavori a lungo sulle modelle.Il trucco di base non deve essere troppo pesante ma deve essere una buona base da essere poi ritoccata in studio o comunque prima delle foto.

Le sopracciglia , le unghie ed in generale il proprio aspetto deve essere molto curato.

Se d’inverno si e’ particolarmente pallide e questo non dona al proprio aspetto, una leggera lampada solare puo’ essere indicata se fatta alcuni giorni prima delle foto. Non correre comunque mai il rischio di scottature prima delle pose!

La modella emergente si deve presentare al test con:

–         I propri effetti personali (trucco,  creme, ecc)

–         Eventuali accessori da usare nelle fotografie: calze,spille, collane, occhiali(se richiesti), cintura, qualsiasi cosa che ti piacerebbe usare come accessorio durante gli scatti.

–         Un completo gonna corta , più top scollato o camicetta con relative scarpe alte.

–         Un vestito o completo elegante.

–         Un completo casual anche con jeans.

–         Costume due pezzi (anche più di uno)

–         Intimo abbinato o completo da usare insieme ai vestiti. Reggi seni, mutande, tanga e perizoma sia neri, bianchi e colorati a secondo di ciò che si possiede. Eventuali completi intimi, autoreggenti, guepiere o bustini a seconda dei propri gusti personali.

–         I tessuti, veli o top trasparenti o semi trasparenti sono molto abbinabili e spesso utili.

Dal punto di vista della preparazione la modella deve possedere padronanze e saper interpretare almeno 20 pose in sequenza. E’ possibile impararle allo specchio copiando da fotografie viste sui giornali o in tv. La modella deve avere confidenza e famigliarità con il proprio corpo per saper prendere pose di ogni genere (sensuali, sexy, solari, intense, buffe, intriganti) sempre con grande naturalezza. In questo senso non si pretende molto dalle modelle alle prime armi. In generale per istaurare un buon contatto con il fotografo e’ bene sapere essere confidenti e disinibite. Un atteggiamento spontaneo e naturale e’ la base di partenza per costruire qualsiasi situazione fotografica. Fare un servizio fotografico e’ principalmente un gioco creativo fra il fotografo e la modella. Entrambi devono lavorare in sintonia instaurando un rapporto aperto che renda possibile sperimentare liberamente nuove situazioni, ambienti, pose.

L’errore più comune delle modelle emergenti e’ quello di essere troppo tese, come si dice in gergo:“ di ghiaccio” senza permettere cioè alla troupe o al fotografo di entrare in sintonia con la situazione.

Per quanto riguarda la location una buona foto può nascere sia da un ermetico studio , che da una splendida donna in mezzo ad una tribù, in una spiaggia, strada…Perfino un rottamaio e’ stato teatro di un nostro servizio per una nota firma di moda! La modella deve riuscire a non lasciarsi influenzare troppo dall’ambiente circostante e ad essere espressiva in ogni situazione.

Le fasi normali dello shooting sono:

–         prova degli outfit (vestiti o situazioni)

–         abbinamento degli outfit con le location

–         foto di prova

–         prova luci

–         prima sessione fotografica

–         pausa e visione delle foto (se digitali)

–         sessioni successive

La modella deve capire quando è in momento di posare (sessioni fotografiche) , di collaborare (prove luci) o semplicemente di essere naturale e veloce (prova vestiti).

Questi consigli e suggerimenti risultano molto utili anche per lavori nel genere moda, partecipare ai casting Raiconcorsi di bellezza.

Pillole di web: Geolocalizzazione

search engine

search engine

Una delle sfide più impegnative per i motori di ricerca è rappresentata dalla geolocalizzazione dei propri database.
Adesso ricercando lo stesso termine in nazioni diverse si ottengono, com’è giusto che sia, risultati diversi.Questo però non avviene ricercando un termine in regioni distinte della stessa nazione.

Se un milanese ricerca la parola chiave “scarpe” ottiene serp identiche a quelle ottenute da un suo amico veneto, ma non sarà più così! Ogni motore di ricerca potrà disporre di database geolocalizzati che mostreranno risultati delle ricerche diverse in funzione del luogo geografico in cui l’utente  risiede.Riprendendo l’esempio precedente, attivata una tale funzionalità, si potrebbero ottenere per esempio, serp che mostrano, nelle prime posizioni, i principali negozi di  scarpe della provincia di Milano e, per l’utente veneto, quelli di Venezia.

Il fattore discriminante potrebbe essere la regione o la città o, ancora una divisione territoriale effettuata a priori. Al momento nulla ci è dato da sapere. Da utente accolgo questa innovazione con molto entusiasmo. Ottenere risultati più circoscritti e intimamente legati alla realtà geografica che mi circonda non può che rappresentare un salto di qualità per qualsiasi navigatore del web.

Siti web professionali: Valutazioni

Prima o dopo arriva il momento in cui un’azienda o una persona devono comprare un sito web.

Vuoi perché ancora non l’ha, vuoi perché quello che ha è obsoleto o spesso perché quello che c’è non porta nessun risultato, nessuna nuovo contatto o vendita.

A questo punto quindi ci si chiede come si possa comprare un sito web fatto in modo professionale e cioè che porti effettivamente dei nuovi clienti o contatti al proprietario.

Per fare ciò ci sono tre possibilità:

  • La prima, abbastanza costosa, e sarebbe quella rivolgersi ad un’agenzia web tradizionale
  • La seconda, molto lunga, è imparare da soli i linguaggi HTML e CSS e un linguaggio come PHP o ASP per realizzare da soli il proprio sito
  • La terza è affidarsi un servizio online come che realizza siti web professionali in maniera economica.

Perché la possibilità di crearsi un sito da soli con dei modelli grafici tutti uguali già fatti: semplice, perché raramente siti fatti in questo modo di possono portare dei nuovi clienti a un’azienda.

Questo perché i siti fatti con i modelli grafici già predisposti, oltre a non offrire un modo facile per mettere in contatto il proprietario del sito, sono poco indicizzati nei motori di ricerca e quindi non sono trovati dai potenziali clienti.

Un’altra soluzione è poco remunerativa sarebbe quella di rivolgersi ad un’agenzia di marketing e comunicazione. Queste agenzie, infatti, rivendono i siti prodotti di agenzie web tradizionali ad un costo molto elevato.

Analizziamo ora i vantaggi e gli svantaggi di ognuna delle tre soluzioni professionali citate.

1. Rivolgersi a un’agenzia web tradizionale

Spesso è una soluzione che garantisce una buona qualità, ma prevede tempi lunghi per ottenere un preventivo e molti meeting con varie persone.

Ovviamente dati i tempi lunghi, il costo diventa elevato e non si ha mai una garanzia che il proprio sito verrà bene tanto quelli fatti precedentemente.

Bisogna anche stare attenti a quelle agenzie web che non producono i siti web in proprio o propongono alti prezzi senza avere la necessaria esperienza.

L’unico caso nel quale è conveniente rivolgersi a un’agenzia tradizionale è quando il proprio budget è molto alto.

Costi: dagli 800/900 a 1500/2000 euro ( no e – commerce)
Tempi: da 1 a 4 mesi.

2. Imparare a costruire un sito web da soli

Ovviamente costruire un sito web fatto bene e che porti dei risultati è una cosa non molto facile da imparare.

Questa è la scelta consigliata quando si ha molto tempo libero (contare almeno 5/6 mesi per imparare a fare siti web che funzionino bene.

Per cambiare i contenuti del proprio sito non è necessario sapere programmare, infatti , sia agenzie web che servizi online offrono dei sistemi di gestione dei contenuti (CMS) facilissimi che ogni utente riesce ad usare per cambiare testi, immagini e prodotti nel sito.

Costi: 0 (solo le spese per il dominio a secondo dell’ hosting

Tempi: da 5/6 mesi a un anno

3. Utilizzare un servizio online di qualità

Questa è sicuramente la scelta migliore nella maggior parte dei casi.

Infatti, non comporta grandi dispendi né di costi ne di tempo ma al contempo alcuni servizi online fanno ottenere dei risultati dal proprio sito web.

I costi sono ridotti gestendo la comunicazione con i clienti soltanto via email e telefono, con dei processi che permettono ai produttori di essere più efficienti concentrando la propria attività soltanto in uno specifico prodotto: i siti e le indicizzazioni.

Inoltre questi servizi realizzano molti siti ogni anno quindi hanno più esperienza riguardo a come creare dei siti web che “vendono”.

Trovavetrine al momento è uno dei fornitori italiani di siti web di qualità come agenzia web con al contempo costi contenuti.

Costi: da 250 ad un massimo 1000 euro (e – commerce)
Tempi: da una a tre settimane.

Web Marketing: video virale

Cos’è un video virale?

Video virale è uno dei termini che è entrato a far parte della terminologia legate al mondo di internet, ma effettivamente di cosa si tratta? Di certo non ha nulla a che vedere con il termine “virus” legato ad internet stesso, vedere un video virale non comprometterà la stabilità del nostro computer. Un Video virale, detto in pochi termin, non è altro che un video talmente divertente interessante o innovativo che la gente non si trattiene dal volerlo condividere, che sia per mezzo di videoblog, blog, instant messenge, email, di persona in persona… e chi più ne ha più ne metta!! Ma non si ferma qui, infatti grazie proprio a questa capacità “virale”, della trasmissione da individuo ad un altro individuo, i “video virali” hanno ben presto varcato da soglia da video amatoriale, approdando nel campo Marketing virale.

Per fare in modo che il video virale commerciale funzioni al meglio si cerca, quasi sempre, di offrire all’utente che vedrà, almeno la prima volta il video, la sensazione che il video a cui sta assistendo sia frutto di un video amatore. Quindi il tutto registrato preferibilmente con telecamere non ad altissima risoluzione e mai (o quasi mai) appoggiate su piedistallo, questo per ingannare ancora meglio lo spettatore. Il metodo si rende ancor più efficace se il video è completamente privo di marchi commerciali, infatti a svelare che si tratta di una pubblicità deve essere la schermata finale con tanto di brand dello sponsor.

Come rendere virale un video:

L’immagine qui sopra dice che per rendere virale un contenuto bisogna far sì che abbia almeno una di queste caratteristiche: deve essere divertente, incredibile/spettacolare, controverso, molto utile/unico.

Ma spesso non basta.

Ho infatti parlato ieri con un lettore il quale mi ha detto (più o meno) “ho fatto un video mettendoci tutto l’impegno possibile, studiando tutte le tecniche su manuali e ebook, l’ho messo su YouTube, e non se l’è filato nessuno. Ho speso parecchi giorni e anche parecchi soldi per farlo, e non capisco come mai non funzioni. Cosa mi consigli?”

“I segreti dietro i video virali”

Un vecchio e notissimo post di TechCrunch cerca di spiegare le Secret Strategies Behind Many Viral Videos, ma non dice tutta la verità.

L’articolo si sofferma infatti su particolari molto tecnici, come l’ottimizzazione del title e della thumbnail, il tagging, la piattaforma. Ma io non credo che nessuna di queste cose, per quanto estremamente importanti, possano aiutare a far crescere il numero di visualizzazioni di un video in modo esplosivo.

Intendo dire che per fare centinaia di migliaia di visualizzazioni, devi fare in modo che qualcuno embeddi o linki quel video nel suo sito.

L’effetto valanga

Hai presente la palla di neve che rotola e in pochi istanti diventa una massa che travolge tutto? per i viral video si può parlare proprio di effetto valanga: in pochi minuti/ore, se il tuo video viene embeddato/linkato dai siti giusti, potrebbe ricevere una mole di traffico davvero spropositata. Traffico che poi, generalmente, si ferma quasi del tutto.

La chiave è  questa: il tuo video deve finire su qualche sito “importante”

Non deve essere necessariamente un sito che fa numeri incredibili, ma deve essere un sito che sai che è “sotto osservazione”, che è letto da webmaster di altri siti molto popolari/influenti: basta generalmente che uno dei siti di questo “network invisibile” la embeddi o lo linki, ed ecco che a ruota tutti gli altri siti faranno lo stesso, generando il citato “effetto valanga”.

Ma non è tutto. Assai importante è anche il timing: un video come quello qui sopra, girato pochi giorni prima di Natale, è riuscito a viralizzarsi proprio perchè è stato diffuso in prossimità delle festività natalizie, magari in un momento dove le notizie scarseggiavano e il clima, in certe redazioni, era più disteso e rilassato. Sicuramente non avrebbe avuto lo stesso successo se fatto circolare qualche mese dopo.

Riassumendo, un pò di faccia tosta, un po’ di conoscenze giuste e una scelta dei tempi azzeccata possono aiutarti a creare un viral video vincente.

Finalizzazione di un progetto

Finalizzare la propria presenza sul web per avere uno scopo e una finalità, i social network vengono incontro non solo alle piccole e medie imprese ma anche al singolo utente che non ricerca solamente amicizie ludiche, ma che vuole intraprendere una strada personale di ricerca e di utilità finalizzata ad eventuali scenari futuribili. Varie sono gli strumenti messi a disposizione dei nuovi social media. Promuoversi, pubblicizzarsi in poche parole essere presenti in quel mondo variegato e in continua evoluzione che sono appunto i social network. Per esperienza personale la ridondanza e la mancanza di contenuti fruibili dalle utenze non giovano alle nostre aspettative, per contro un continuo aggiornamento degli argomenti e una presenza non monotona ma costante sono utili ai nostri scopi. Esserci ed essere persistenti sono le chiavi di Volta per un evolversi in positivo delle nostre attese; blog, articoli, commenti, idee sono i nostri “update status” cioè i passi che ci portano a finalizzare giorno dopo giorno i nostri propositi e la nostra permanenza in posizioni di rilievo sul web.