Adottare un cane anziano, un segno d’amore

Esiste un modo tutto speciale di voler bene a un cane. Una maniera che lascia dietro di se tutte, ma proprio tutte le convinzioni che l’uomo ha eretto fino a  questo momento nei confronti di quest’animale.
E’ una via che non passa attraverso alcuna proiezione emozionale o alcun simbolismo sociale o culturale. Non si sceglie l’animale perché faccia qualcosa che noi non sappiamo ne, vogliamo fare né tanto meno quella di imporgli un ruolo che serve a noi per compensare le “nostre” lacune emozionali.
Questo modo prende il nome di amore, l’amore come punto di partenza, come essere parte di qualcosa di cui noi “esseri pensanti”, abbiamo la responsabilità.  Prenderci carico dei più deboli, di chi non ha voce di chi senza fiatare ha seguito la nostra “evoluzione”, restandoci accanto in silenzio. La rivoluzione dell’essere umano comincia dalle piccole cose, insignificanti per gli altri ma non per coloro cui sono dirette, sono quelle piccole cose di cui dobbiamo andare fieri in silenzio.

Una di queste è adottare un cane anziano.

Per adottare dal canile un cane anziano bisogna aver sviluppato un profondo amore incondizionato; un amore che non si lascia influenzare da alcun  modello precostituito e che anzi, proprio grazie alla sua limpidezza e alla sua forza, è in grado addirittura di proporne uno nuovo.
Un nuovo modello basato solo sulla semplicità dell’accompagnamento.
Siccome io capisco che tu, essendo stato abbandonato, non solo sei stato tradito in quello che avevi di più caro e cioè la fiducia nell’uomo, hai  dovuto anche subire l’umiliazione di non trovare nessuno che possa dare un senso alla tua vita, ecco, allora “noi”, nei tuoi confronti, ci sentiamo proprio pronti ad assumere il ruolo dell’accompagnatore.
Io non ho bisogno di te, ma vedo che tu hai bisogno di me.

A volte invece è un vero e proprio scambio, come nel caso si Silvia, di cui riporto un post:- Cari amici,

Sono una ragazza di 27 anni e fin da quando ero bambina ho sempre desiderato avere un bel cagnone con cui giocare e trascorrere le mie giornate, ma così non è stato. A 24 anni ho deciso che questo mio sogno doveva diventare realtà e così ho iniziato la mia ricerca che devo dire è durata qualche mesetto. Inizialmente guardavo i negozi di animali (devo dire la verità!)… a chi non fanno tenerezza questi cucciolotti di razza messi in bella mostra?!! Ma non ero poi così attratta perché sapevo già che qualcuno l’avrebbe comprati e poi l’idea di comprare un cane mi ha sempre fatto rabbrividire. Ecco che iniziai a spulciare tra vari siti internet: mi si aprì un mondo! Dal sud, dove associazioni di vario genere si preoccupano di recuperare cani dalla strada e dai canili lager per farli adottare, fino al nord dove i canili sono pieni zeppi di cani di tutte le età!

Per avere un quadro chiaro di come vivono tutte queste povere bestiole abbandonate decisi di visitare un bel po’ di canili e lo feci grazie al vostro sito internet. Sinceramente ogni volta per me era uno strazio… stavo male perché volevo prendere tutti i cani e perché non riuscivo a capire cosa volevo. I volontari dei canili giustamente vedendomi incerta, non si aspettavano che io adottassi un cane ma che fossi una delle tante persone che vanno a fare una visitina innocua magari per vedere se ci sono cuccioli carini, ma io intanto guardavo con le lacrime agli occhi le gabbie con i cani che per farsi notare facevano di tutto. Un giorno andai anche al canile di Collegno. E poi ci andai un’altra volta e un’altra volta ancora. Portavo ogni tanto a spasso qualche cane. Un giorno mi fecero portare una cagnetta di circa 11 anni di nome Lulù, meticcia di media grandezza, con il musetto già ingrigito e segnato dagli anni. Mi aprirono il cuore subito i suoi occhi tanto bisognosi di affetto ma la cosa che mi colpì fu che ogni qualvolta la accarezzavo lei si sedeva! Voleva goderselo tutto quel momento socchiudendo anche un po’ gli occhi. Quando tornavo a casa mi mancava e volevo andarla a prendere immediatamente… insomma era scoppiato l’amore! Ma l’amore si sa è sempre osteggiato da chi ha preconcetti stupidi come il fatto che fosse troppo anziana. Persone a me vicine dicevano che avrei fatto una cattiva scelta perché presto lei mi avrebbe lasciata e perché i cani anziani devono essere curati ecc. Ebbene io non ascoltai proprio nessuno… sapevo che lei ormai era mia e così un giorno il mio fidanzato (l’unico a capire) mi disse: “Andiamo a prenderla per sempre?”. Certamente non me lo feci ripetere due volte. Quando Lulù salì sulla mia macchina non ci potevo credere di aver fatto quella scelta e lei neanche!!! Da quel giorno ogni giorno è stato meraviglioso e per fortuna ancora oggi! Lei è mia ombra e quando mi fissa negli occhi mi dice tante cose che neanche gli umani saprebbero esprimere a parole. È come fosse stata sempre con me fin da quando ero ragazzina, in fondo lei c’era da qualche parte ad aspettarmi!

Voglio solo dire che l’amore incodizionato di Lulù è come quello di qualsiasi altro cane giovane o anziano che aspetta da troppo tempo… vi prego di farlo capire a tutti quelli che vengono al canile!

Vorrei solo che fosse possibile a chiunque essere felice come lo sono io in compagnia della mia Lulù!

Grazie di aver letto con pazienza la mia storia che spero sia da esempio.

Silvia.

Se volete saperne di più mailto:roberta@canidoc.net oppure 340/4713472 tutti questi anziani si trovano al Canile di Furbara vicino Roma, oppure su facebook il gruppo è “per chi trova i cani anziani irresistibilmente teneri!”,lì sono seguite le adozioni e ci sono tutti gli aggiornamenti.

Shopping a Genova tra cultura e tradizioni Alcuni consigli

Perché Genova:
Boutique, atelier e negozi lussuosi, grandi centri commerciali, bellissime botteghe storiche (che vantano almeno 50 anni di attività e sono numerose quelle pluricentenarie!). Sono molti i luoghi in centro città dove ci si può sbizzarrire alla ricerca degli oggetti e dei cibi più particolari.
Genova è una golosa occasione per lo shopping: nelle vie del centro si trovano negozi capaci di attirare l’attenzione di clienti di ogni tipo e di ogni età. La città dà, infatti, spazio alla moda giovane, all’alta sartoria, all’abbigliamento per l’infanzia, sia sportivo che elegante, ai moltissimi, coloratissimi negozi di giocattoli.
Cosa offre la città:
Un’ ampia scelta agli appassionati, ma anche ai "cacciatori" di piccoli o grandi tesori nelle tipiche e suggestive botteghe antiquarie e gallerie d’arte. Molti sono i megastore di libri, dischi e oggetti tecnologici, i negozi di strumenti musicali, le botteghe e le bancarelle specializzate in libri antichi.

Le origini della città di Genova sono antichissime e ancora oscure. Di certo si sa che fu fondata dai Liguri, popolazione costituita da famiglie isolate che si riunivano soltanto per difendersi dagli attacchi nemici. Il suo nome pare derivi dalla parola celtica genua, adito o entrata, in quanto sbocco sul mare e via d’accesso verso l’alta Italia e l’Europa centrale. Per circa otto secoli Genova fu sede dell’omonima Repubblica di Genova che comprendeva la quasi totalità della Liguria, la Corsica (poi ceduta alla Francia nel 1768. Per circa cinque secoli fiorirono in tutto il bacino Mediterraneo, i possedimenti genovesi, ora con carattere di empori o basi commerciali, ora vere e proprie colonie, dipendenti direttamente dalla Repubblica, dal Banco di San Giorgio o da privati cittadini.

Genova è una città con un patrimonio artistico e culturale molto ricco, in parte ancora segreto e misconosciuto, la cui valorizzazione è talvolta ostacolata da difficoltà oggettive di fruizione, come la scarsa accessibilità.
Nonostante ciò, il sistema dei beni culturali genovesi è ricco di opportunità e di interessanti spunti di sviluppo.
la gastronomia non solo pesto:
ha una base tradizionalmente mediterranea. È ricchissima di ingredienti e di sapori e, non di rado, anche molto laboriosa. I liguri utilizzano alcuni ingredienti molto semplici, che presi da soli sembrano insignificanti, ma combinandosi assieme esaltano le proprie qualità in un sapore finale di grande armonia: i funghi, i pinoli, le noci e tantissime erbe aromatiche.
Alla base di tutte le ricette c’è l’olio d’oliva ligure, dal sapore molto delicato, con cui si preparano gustose salse . La più famosa è il pesto , una salsa a base di basilico, pinoli, aglio, olio d’oliva e parmigiano. Per accompagnare la carne è ottima la salsa verde, a base di prezzemolo e pinoli, mentre la salsa di noci si sposa benissimo a pasta e ravioli.
Focacce e torte salate sono una prerogativa tipicamente genovese. Si mangiano sia nei pasti sia come stuzzicanti merende: dalla semplice focaccia all’olio a quella ripiena di formaggio, non potrete resistere alla fragranza ed al profumo di questa specialità. Nemmeno potrete partire senza avere assaggiato la farinata , una singolare focaccia a base di farina di ceci…

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    El sabor de España a Roma “El Duende”.

    El duende Roma

    Il linguaggio aiuta l’essere umano a entrare in contatto con se stesso, anche se talvolta il senso di alcune parole gli sfugge. Il fatto che esistano in tutte le culture espressioni impossibili da tradurre in altre lingue rende alcune parole ancor più impenetrabili. Questo è il caso della parola duende, difficile da rendere comprensibile anche in spagnolo, il che però non significa che la sua essenza non sia familiare.
    Sappiamo bene che, attraverso il suono, le parole raggiungono la nostra comprensione, che la loro musicalità ci tocca ancor prima del loro significato, così come la poesia è più vicina alla musica che al discorso. Il miglior modo di capire l’idea di duende sarebbe dunque, forse, quello di ricorrere alla formula di sant’Agostino per definire il tempo: «Se non mi si chiede che cos’è, lo so. Se mi si chiede, non lo so».

    Il duende: lo spirito misterioso del flamenco

    “El duende” nella mitologia spagnola è definito come uno spiritello, un folletto magico un po’ dispettoso situato nei boschi della Spagna, ma è altresì una ben nota espressione “tener el duende” riferita agli artisti, ai musicisti e in modo particolare ai ballerini di flamenco come per spiegare l’emozione.

    Un’emozione che si traduce e si moltiplica per i cinque sensi quando si entra per la prima volta al “Ristorante El duende” a Roma.

    La vista è la prima a essere chiamata in causa, con l’amarillo y rojo, i colori della di una nazione, della passione e della gelosia, del il sangue come del il vino, mistico connubio tra sacro e profano. Il tatto viene a contatto con una cultura che risente ancora degli echi moreschi e mediterranei, mentre il gusto si esalta in un tripudio di sensazioni che solo una cucina ricca di quegli elementi di terra, aria, acqua, accompagna in quel viaggio si sapori, colori che raramente si ritrovano altrove. L’olfatto non è mai si sazio delle mille sensazioni di un’aria carica di culture millenarie riesce a dare. Ultimo ma non ultimo l’udito che le note del flamenco, anima e corpo di una nazione fanno balzare a battere le mani all’unisono. La passione di un popolo si traduce nella sua cultura, nei suoi canti, nella sua cucina e in questo contesto che“ El duende” ci trasporta in un batter d’occhio nella sua terra d’origine, nei suoi boschi, facendoci riscoprire nel caso le avessimo perse quelle sensazioni millenarie che i popoli del mediterraneo custodiscono come un prezioso tesoro.

    “Il Duende è un potere e non un agire, è un lottare e non un pensare. Ho sentito dire da un vecchio maestro di chitarra: «Il duende non sta nella gola; il duende sale interiormente dalla pianta dei piedi».
    Vale a dire, non è questione di facoltà, bensì di autentico stile vivo; ovvero di sangue; cioè, di antichissima cultura, di creazione in attoè questo «potere misterioso che tutti sentono e nessun filosofo spiega» .

    Federico Garcìa Lorca
    “Il duende teoria e gioco”, 1933.

    La Maremma e i suoi cavalli

    Scoprire la Maremma è un’esperienza che di volta in  volta si rinnova; è l’alternarsi di lunghissime e attrezzate spiagge di sabbia finissima unite da rigogliose pinete, di piccole calette dai nomi dolcemente sonori e da un mare cristallino, di spiagge dorate e deserte a ridosso di paradisi naturali, d’isole incontaminate dal mare incantato, di borghi e castelli austeri e nello stesso momento festosi, di paesaggi dolcissimi ricchi di natura e di storia.

    Il cavallo invece da sempre compagno dell’uomo, amico fedele nella buona e nella cattiva sorte, un connubio, un’amicizia e una complicità che si sono saldati nei secoli. Animale fedele, lavoratore instancabile, mezzo di trasporto e da battaglia, nella Maremma ha trovato insieme all’uomo una sua nuova dimensione, quella del “mezzo” con qui il “cittadino” riscopre angoli di natura ancora nuovi per lui, ma sempre esistiti e comunque mai nascosti se non agli occhi del “viandante” distratto. La Maremma dicevo, sta ai cavalli come l’uomo al mare e in questo scenario che si colloca come un corallo, il “Maneggio Cavallonatura”, dove è il cavallo il protagonista ed è sempre “lui” la guida silenziosa e mansueta che condurrà il turista attraverso i mille colori, le delicate sfumature di una natura a lui sconosciuta. La Maremma di quei colori dipinti da Giovanni Fattori che oggi sprigionano tutta la loro freschezza che sa di mare. Maremma un luogo da scoprire, un’esperienza che fa sentire vivi, un modo di vivere la natura, apprezzandola in tutto il suo splendore. Un ritorno a casa alla semplicità, un riscoprire noi stessi e ciò che ci circonda facendoci capire cosa stiamo probabilmente irrimediabilmente perdendo.

    Next Stop to Genoa il “Porto antico”

    Genova caleidoscopio di culture, suoni, ritmi e sapori, un luogo ricco di storia e arte. Prossima fermata Genova vuole essere un punto d’incontro, di confronto e di scambio di idee. Prossima fermata a Genova per tutti coloro che vogliano visitare fare compere e conoscere questa superba città. Qui di seguito il secondo slide in lingua inglese. Un piccolo contributo per rilanciare non solo una città, ma tutta la cultura e la storia di un’ intera nazione.

    Click below to watch the media

    Area portoantico (slide show Eng)

    Web Marketing: video virale

    Cos’è un video virale?

    Video virale è uno dei termini che è entrato a far parte della terminologia legate al mondo di internet, ma effettivamente di cosa si tratta? Di certo non ha nulla a che vedere con il termine “virus” legato ad internet stesso, vedere un video virale non comprometterà la stabilità del nostro computer. Un Video virale, detto in pochi termin, non è altro che un video talmente divertente interessante o innovativo che la gente non si trattiene dal volerlo condividere, che sia per mezzo di videoblog, blog, instant messenge, email, di persona in persona… e chi più ne ha più ne metta!! Ma non si ferma qui, infatti grazie proprio a questa capacità “virale”, della trasmissione da individuo ad un altro individuo, i “video virali” hanno ben presto varcato da soglia da video amatoriale, approdando nel campo Marketing virale.

    Per fare in modo che il video virale commerciale funzioni al meglio si cerca, quasi sempre, di offrire all’utente che vedrà, almeno la prima volta il video, la sensazione che il video a cui sta assistendo sia frutto di un video amatore. Quindi il tutto registrato preferibilmente con telecamere non ad altissima risoluzione e mai (o quasi mai) appoggiate su piedistallo, questo per ingannare ancora meglio lo spettatore. Il metodo si rende ancor più efficace se il video è completamente privo di marchi commerciali, infatti a svelare che si tratta di una pubblicità deve essere la schermata finale con tanto di brand dello sponsor.

    Come rendere virale un video:

    L’immagine qui sopra dice che per rendere virale un contenuto bisogna far sì che abbia almeno una di queste caratteristiche: deve essere divertente, incredibile/spettacolare, controverso, molto utile/unico.

    Ma spesso non basta.

    Ho infatti parlato ieri con un lettore il quale mi ha detto (più o meno) “ho fatto un video mettendoci tutto l’impegno possibile, studiando tutte le tecniche su manuali e ebook, l’ho messo su YouTube, e non se l’è filato nessuno. Ho speso parecchi giorni e anche parecchi soldi per farlo, e non capisco come mai non funzioni. Cosa mi consigli?”

    “I segreti dietro i video virali”

    Un vecchio e notissimo post di TechCrunch cerca di spiegare le Secret Strategies Behind Many Viral Videos, ma non dice tutta la verità.

    L’articolo si sofferma infatti su particolari molto tecnici, come l’ottimizzazione del title e della thumbnail, il tagging, la piattaforma. Ma io non credo che nessuna di queste cose, per quanto estremamente importanti, possano aiutare a far crescere il numero di visualizzazioni di un video in modo esplosivo.

    Intendo dire che per fare centinaia di migliaia di visualizzazioni, devi fare in modo che qualcuno embeddi o linki quel video nel suo sito.

    L’effetto valanga

    Hai presente la palla di neve che rotola e in pochi istanti diventa una massa che travolge tutto? per i viral video si può parlare proprio di effetto valanga: in pochi minuti/ore, se il tuo video viene embeddato/linkato dai siti giusti, potrebbe ricevere una mole di traffico davvero spropositata. Traffico che poi, generalmente, si ferma quasi del tutto.

    La chiave è  questa: il tuo video deve finire su qualche sito “importante”

    Non deve essere necessariamente un sito che fa numeri incredibili, ma deve essere un sito che sai che è “sotto osservazione”, che è letto da webmaster di altri siti molto popolari/influenti: basta generalmente che uno dei siti di questo “network invisibile” la embeddi o lo linki, ed ecco che a ruota tutti gli altri siti faranno lo stesso, generando il citato “effetto valanga”.

    Ma non è tutto. Assai importante è anche il timing: un video come quello qui sopra, girato pochi giorni prima di Natale, è riuscito a viralizzarsi proprio perchè è stato diffuso in prossimità delle festività natalizie, magari in un momento dove le notizie scarseggiavano e il clima, in certe redazioni, era più disteso e rilassato. Sicuramente non avrebbe avuto lo stesso successo se fatto circolare qualche mese dopo.

    Riassumendo, un pò di faccia tosta, un po’ di conoscenze giuste e una scelta dei tempi azzeccata possono aiutarti a creare un viral video vincente.

    Next Stop 2 Genoa

    Shopping a Genova tra cultura e tradizioni Alcuni consigli

    • Boutique, atelier e negozi lussuosi, grandi centri commerciali, bellissime botteghe storiche (che vantano almeno 50 anni di attività e sono numerose quelle pluricentenarie!). Sono molti i luoghi in centro città dove ci si può sbizzarrire alla ricerca degli oggetti e dei cibi più particolari.
    • Genova è una golosa occasione per lo shopping: nelle vie del centro si trovano negozi capaci di attirare l’attenzione di clienti di ogni tipo e di ogni età. La città dà, infatti, spazio alla moda giovane, all’alta sartoria, all’abbigliamento per l’infanzia, sia sportivo che elegante, ai moltissimi, coloratissimi negozi di giocattoli.
  • Cosa offre la città
    • Un’ ampia scelta agli appassionati, ma anche ai "cacciatori" di piccoli o grandi tesori nelle tipiche e suggestive botteghe antiquarie e gallerie d’arte. Molti sono i megastore di libri, dischi e oggetti tecnologici, i negozi di strumenti musicali, le botteghe e le bancarelle specializzate in libri antichi.
    • Questo un assaggio dei prodotti che si possono acquistare a Genova.
  • Storia
    • Le origini della città di Genova sono antichissime e ancora oscure. Di certo si sa che fu fondata dai Liguri, popolazione costituita da famiglie isolate che si riunivano soltanto per difendersi dagli attacchi nemici. Il suo nome pare derivi dalla parola celtica genua, adito o entrata, in quanto sbocco sul mare e via d’accesso verso l’alta Italia e l’Europa centrale. Per circa otto secoli Genova fu sede dell’omonima Repubblica di Genova che comprendeva la quasi totalità della Liguria, la Corsica (poi ceduta alla Francia nel 1768. Per circa cinque secoli fiorirono in tutto il bacino Mediterraneo, i possedimenti genovesi, ora con carattere di empori o basi commerciali, ora vere e proprie colonie, dipendenti direttamente dalla Repubblica, dal Banco di San Giorgio o da privati cittadini.
  • Cultura
    • Genova è una città con un patrimonio artistico e culturale molto ricco, in parte ancora segreto e misconosciuto, la cui valorizzazione è talvolta ostacolata da difficoltà oggettive di fruizione, come la scarsa accessibilità.
    • Nonostante ciò, il sistema dei beni culturali genovesi è ricco di opportunità e di interessanti spunti di sviluppo.
  • Gastronomia
  • Non solo pesto
    • La gastronomia di Genova ha una base tradizionalmente mediterranea. È ricchissima di ingredienti e di sapori e, non di rado, anche molto laboriosa. I liguri utilizzano alcuni ingredienti molto semplici, che presi da soli sembrano insignificanti, ma combinandosi assieme esaltano le proprie qualità in un sapore finale di grande armonia: i funghi, i pinoli, le noci e tantissime erbe aromatiche.
    • Alla base di tutte le ricette c’è l’olio d’oliva ligure, dal sapore molto delicato, con cui si preparano gustose salse . La più famosa è il pesto , una salsa a base di basilico, pinoli, aglio, olio d’oliva e parmigiano. Per accompagnare la carne è ottima la salsa verde, a base di prezzemolo e pinoli, mentre la salsa di noci si sposa benissimo a pasta e ravioli.
    • Focacce e torte salate sono una prerogativa tipicamente genovese. Si mangiano sia nei pasti sia come stuzzicanti merende: dalla semplice focaccia all’olio a quella ripiena di formaggio, non potrete resistere alla fragranza ed al profumo di questa specialità. Nemmeno potrete partire senza avere assaggiato la farinata , una singolare focaccia a base di farina di ceci.
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  • Strumenti di condivisione per il web Slideshare

    Slideshare è un sito che permette di caricare e condividere le proprie presentazioni con altri utenti.

    Per sua natura, Slideshare può diventare un ottimo strumento di divulgazione nonché un luogo per scoprire contenuti ed informazioni che, diversamente, sarebbero stati difficili da reperire. Le presentazioni condivise su Slideshare possono essere scaricate dagli altri utenti, ma anche incorporate (attraverso la funzione di EMBED) in blog, siti, o altri social network per agevolarne la diffusione.

    Ogni presentazione può essere taggata e scoperta da altri utenti attraverso la funzione di ricerca per Tag.
    Per Tag si intende una sorta di parola chiave, un concetto, che esprime efficacemente la risorsa.

    In realtà Slideshare è molto di più: è un “Social Media”, consente agli utenti la condivisione di documenti di vario genere, permettendo una catalogazione dal basso (grazie alle tag), la possibilità di commentare i contenuti, e le funzioni tipiche dei social network, quali i gruppi e le “amicizie”.
    Slideshare se utilizzato nella maniera corretta può essere una risorsa davvero utile utile per sviluppare il business, ha infatti più di 25 milioni visite al mese, fatto che lo rende davvero uno strumento da non sottovalutare per le aziende per dare visibilità a prodotti e servizi . Prima di tutto Slideshare può garantire al tuo sito web una grande quantità di link che rimandano il visitatore al sito stesso, infatti è possibile inserire nei documenti pubblicati dei link attivi. Inoltre è importante sottolineare che grazie all’ “authority” (termine che soppianta, ormai di fatto, il Pagerank) dei backlink di Slideshare il vostro sito “schizzerà” nelle prime posizioni dei motori di ricerca.

    Ma come possiamo sfruttare le grandi potenzialità di Slideshare per fare marketing? Ecco una breve lista di consigli:

    • ottimizzate le vostre slide, utilizzando le parole chiave nel titolo, nelle descrizioni e nelle tag. Il SEO è ormai dappertutto, anche in Slideshare…
    • siate creativi nei contenuti, sia a livello visuale che a livello testuale. Delle slide prive di valore passeranno inosservate.
    • non dimenticate di fornire le informazioni personali, o aziendali alla fine di ogni presentazione, con tutti i link e le spiegazioni del caso. Deve essere facile per un visitatore, colpito positivamente dalla vostra presentazione, potervi trovare.
    • partecipate ai Contest, che se sarete davvero bravi possono garantirvi una gran dose di pubblicità gratuita.
    • ricordatevi che Slideshare si può facilmente connettere con altre applicazioni, per esempio al profilo su LinkedIn, o a Facebook. Utilizzate questi canali che possono essere fonte di grande visibilità.
    • utilizzate i “widget” che il sito mette a disposizione per caricare sul vostro blog le presentazioni, o i documenti che avete pubblicato.
    • partecipate ai gruppi che appartengono alla vostra nicchia. Ascoltate, commentate, relazionatevi.
    • promuovete sempre il vostro spazio su Slideshare, nel blog, nei social media ed anche nei comunicati stampa off-line.

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    Gestione del fan club su Facebook (e altri social network)

    L’utilità di avere dei fan club sui social network a mio avviso è molto utile se viene gestito con occhio aziendale piuttosto che in modo amichevole. Invece usare in particolar modo Face book e avere come amici i nostri fan è molto meglio. Abbiamo un’attività commerciale, chi è nostro fan condivide con noi poche informazioni e rare volte s’interfaccia con noi. Chi è amico invece condivide(e noi con loro) tutto, affetti, stati d’animo, gusti, desideri, sogni e sfoghi. Il nostro occhio è attento a cogliere ogni minimo dettaglio che si può nascondere dietro uno stato d’animo, una citazione, un desiderio, una canzone, gli amici si aprono molte volte non tenendo conto che molte altre persone possono in maniera indiretta leggere ciò che noi leggiamo. Gli “amici” si fidano di noi e se condividono le loro esperienze con noi e noi con loro s’instaura un rapporto di tacita fiducia cui dobbiamo tenere conto sempre e comunque. Se l’amico è anche un cliente sempre tenendo conto di quanto sopra, noi possiamo conoscerne i gusti, cosa predilige, quando cade una sua ricorrenza o dei suoi amici o familiari, lo stato d’animo, la disponibilità. Tutte queste cose se si sommano, danno un quadro completo dei nostri “amici clienti”, sappiamo noi quindi come e quando intervenire, cosa proporre e cosa no, dobbiamo insomma essere presenti, proporre senza insistere ma, come una cosa che cade a pennello nel momento giusto. Valutare e decidere avendo sempre sotto controllo la situazione, usare un modo consono a ognuno, mai essere banali o scortesi, aiutare finché è possibile. Gestire noi stessi e chi c’è intorno, noi siamo un capitale per gli altri e gli altri lo sono per noi. Ripeto mai insistere, semmai proporre o meglio indicare, si è sempre dei commercianti alla fine e in questo caso anche cinicamente il fine giustifica i mezzi.