Lo specchio di Venere: Criolipolisi, l’adipe rimosso dal freddo.

Essere belle e piacenti, è sempre stato un cruccio per la maggior parte delle donne, la cosmesi prima e la scienza dopo, hanno escogitato sofismi e alchimie più o meno funzionanti affinché l’altra metà del cielo potesse piacersi e piacere.
Contro adipe la cellulite sono state combattute acri battaglie, la chirurgia ha forse fatto la sua parte, oggi per vincere contro quest’ostinato nemico di tutte le donne, viene in aiuto un elemento naturale, il freddo.

Cos’è la Criolipolisi:

criolipolisi

L’ultima novità non chirurgica nè invasiva o dolorosa e priva di effetti collaterali che utilizza il Vacuum ed il freddo per ridurre le adiposità localizzate in eccesso con risultato permanente.

 

Unica a Sanremo Il Centro Informa offre in forma offre questi trattamenti nel suo centro benessere, in un ambiente dove l’estetica e il benessere possano correlarsi tra loro al fine di ottenere un naturale equilibrio tra mente e corpo. Prendersi cura di voi  offrendovi le migliori attenzioni nel campo estetico e del benessere, vi aiuterà a ritrovare la vostra armonia. I servizi che il centro offre come la Sauna Finlandese, il bagno turco, i trattamenti manuali e con utilizzo di macchinari, il dimagrimento localizzato, anticellulite, i massaggi relax e quelli più specifici, il linfodrenaggio, la depilazione, la manicure e la pedicure con il trucco viso e trucco spose, tinta ciglia sono studiati su misura per te!
Il Centro è Convenzionato c.r.a.l. Comune di Sanremo al c.r.a.l. Casinò e al Centro Informagiovani.

Perché usare Pinterest.

Immagine

Pinterest è un social network fondato nel 2010 da Evan Sharp, Ben Silbermann e Paul Sciarra dedicato alla condivisione di fotografie, video ed immagini. Basato sull’idea di creare un catalogo on-line delle ispirazioni, Pinterest permette agli utenti di creare bacheche per gestire la raccolta di immagini in base a temi predefiniti o da loro generati. Il nome deriva infatti dall’unione delle parole inglesi pin (appendere) e interest (interesse).

Da Wikipedia.
Nonostante la sua fama di social network al femminile (esiste anche una versione maschile), ho notato che le potenzialità di questo strumento sono notevoli e prescindono da una semplice lista di prodotti preferiti o di regali di compleanno.

Per il come si usa, prendo invece in prestito l’esauriente spiegazione di Beatrice Nolli, cha ha postato su www.franzrusso.it, questo interessante articolo.

Da Facebook e da G+ ha mutuato l’importanza delle immagini, nozione ormai assodata nel funzionamento del social networking, da Twitter invece alcune dinamiche: le descrizioni delle foto come del profilo non hanno limiti di spazio predefiniti, ma è altrettanto vero che in linea di massima i testi tendono ad essere quanto più sintetici possibile e ad oggi prevalentemente in inglese. Il particolare riferimento a Twitter è relativo però alla possibilità di “re-pinnare” un’immagine facendola finire in una delle proprie bacheche, creando così la stessa enfasi che si ottiene con un retweet ma senza che questo scada dopo poco tempo come accade su Twitter appunto. Altra peculiarità twitteriana è la possibilità di “followare” utenti, su Pinterest però si aggiunge un vantaggio: è infatti possibile seguire i singoli argomenti, ovvero le bacheche, evitando così di leggere cose che prescindano dai propri interessi come può accadere invece su Twitter.
Identicamente agli altri social network è possibile taggare altri utenti nei commenti utilizzando l’@ e selezionando l’utente dalla lista di follower.

Riepilogando, per usare Pinterest:
1. Creare un account (al momento è ancora su invito, non esitate a contattarmi per averne uno!), si può effettuare l’accesso anche tramite profilo Twitter o Facebook, io ho scelto quest’ultimo anche perché ha un’applicazione dedicata con la quale pubblicare “pin” sul proprio diario.
2. Collegarlo a Twitter o Facebook o entrambi.
3. Completare il profilo con una breve bio.
4. Selezionare le bacheche che ci interessano tra quelle suggerite o crearne di proprie.
5. Scaricare il “pin button” per il proprio browser:  consente di restringere i contenuti del sito che si sta navigando a sole immagini ciascuna opzionabile, pubblicabile cioè in una delle bacheche, sia come immagine che come link, cosa che consente di “pinnare” qualsivoglia argomento durante la navigazione. Se prima di cliccare il “pin button” si seleziona un testo, questo lo si ritrova già inserito nell’apposito spazio descrittivo accanto all’immagine che intendiamo pubblicare.

Purtroppo il “pin button” da Chrome attualmente non funziona perfettamente su tutti i siti e in particolare non funziona su  Facebook, Twitter e YouTube, è possibile pinnare video ma non da questa fonte!
6. I pin si possono aggiungere dal web o uploadare dal proprio computer, anzi suggerisco di mischiare, dove possibile, pin prelevati da siti a pin di propria creazione, aumentano l’appeal delle bacheche. E’ sempre possibile associare un link al pin, quelli pubblicati tramite il pin button lo aggiungono in automatico. Per ciascuna bacheca si possono aggiungere o eliminare collaboratori tra gli utenti che si seguono.
7. Evitare il blocco dello scrittore: a differenza degli altri social network qui ci troviamo davanti una serie di blocchi bianchi da riempire, cosa che inizialmente mi ha bloccato, salvo poi scoprire nei giorni successivi di avere molte cose in mente man mano che andavo avanti nell’utilizzo di Pinterest.  Suggerisco a tal proposito di fare mente locale sui propri interessi e magari cercarli tramite l’apposito campo di ricerca. Altra buona pratica è cercare di avere un’attenzione particolare nella creazione delle bacheche e di idearne di specifiche, quanto più si riuscirà a creare argomenti di nicchia e preferibilmente self-maded tanti più follower e repin si otterranno.
8. Visualizzazione: l’utente vede i propri pin come singoli, o come boards ma anche come “tutti i pin inviati dal sito x”. La visione d’insieme è attualmente confusionaria a mio avviso, conviene utilizzare i filtri.
9. Mobile: ho potuto testare soltanto il fronte androidiano, ho utilizzato “Photo to Pinterest“, consente di pubblicare soltanto immagini presenti sul telefono  o di scattarne una, ma non di “pinnare” dal browser, nè di condividere link durante la navigazione…inoltre si arriva a Pinterest soltanto una volta pubblicata l’immagine attraverso “see your pin”, una volta usciti, per rientrare occorre pubblicare un’altra immagine. 10. Gifts: inserendo nella descrizione di un pin il prezzo senza spazi:”€0,00“, tale pin comparirà con un’etichetta che segnala il costo dell’oggetto e sarà visibile nella lista “gifts” attraverso la quale si potranno selezionare oggetti pinnati dagli utenti che si seguono, filtrati per fascia di prezzo, e realizzare così un desiderio di un amico o farsi fare dei regali per il proprio compleanno. Questa opzione può essere utilizzata anche per vendere oggetti. Attenzione: non dimenticare il link dell’e-commerce sul quale acquistare l’oggetto e soprattutto tenete presente che attualmente i prezzi sono visibili soltanto in sterline o dollari anche se inserite il simbolo dell’euro.

Le mie motivazioni per usare Pinterest:
– per seguire argomenti d’interesse
– per fare marketing di se stessi: diversificare gli argomenti
– per lanciare un prodotto o per selezionare quale prodotto sarà più o meno d’interesse, molto utile per chi realizza proprie creazioni e vuole interpretare le tendenze. (alcuni brands già presenti su Pinterest)
– per mostrare i diversi settori di un’azienda e di conseguenza le persone che ne fanno parte con i loro interessi (a tal proposito è utile la funzione “collaboratori” delle bacheche)
– per collezionare link da non perdere
– per stringere relazioni internazionali: mi sembra sinceramente più aperto su tale aspetto rispetto a Facebook
– per divertimento: può sembrare complicato all’inizio ma è molto più immediato di quanto si possa immaginare e sinceramente ne sono già addicted!

Difetti: oltre alla mancanza di compatibilità con alcuni siti ed alla mancanza di un’applicazione ufficiale per Android, che perdoniamo data la giovane età, mancano un editor di immagini e un uploader multiplo che sinceramente mi sembrano mancanze importanti.

E’ presto dire se potrà essere un’antagonista di Facebook e G+, Twitter per me resta un mondo a parte, ma Pinterest è sicuramente un approccio diverso, un modo di “vedere” i propri interessi e quelli degli altri, un modo per mettere in vetrina la propria creatività. La predisposizione esplicita ad un approccio puramente commerciale, la parte gifts, la dice lunga sugli obbiettivi di questo social network, ovviamente staremo a vedere, intanto ci vediamo che su Pinterest!
Grazie a Pinterest la ricerca su internet tramite fotografie e parole chiave ha finalmente la sua “chiave” di volta

Sardegna. terra da vivere e da sognare

La Sardegna è una splendida isola del mediterraneo, meta ideale per le vacanze al mare, le spiagge, gli itinerari, la storia e la cultura.

Come diceva David Herbert Lawrence nei suoi aforismi: La Sardegna è un’altra cosa: più ampia, molto più consueta, nient’affatto irregolare, ma che svanisce in lontananza. Creste di colline come brughiera, irrilevanti, che si vanno perdendo, forse, verso un gruppetto di cime… Incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. E’ come la libertà stessa.

Libertà come parola chiave, il riscoprire una natura che ci appartiene, il riappropriarsi del tempo, lontano da quel “logorio della vita moderna”, che ci costringe a correre sempre e comunque.

La Sardegna è il lento intercedere del tempo che scandisce il ritmo della natura, il mare cristallino, il sapore di una natura che è voluta rimanere selvaggia. In questo contesto si inserisce come una perla incastonata alla roccia il residence “I Galli Della Frisaia” il più bel complesso residenziale mai realizzato in Sardegna, tra Castel Sardo e Santa Teresa di Gallura.

Il complesso residenziale è situato sulla costa nord della Sardegna., alta Gallura, che ospita paesaggi caraterizzati da spiagge con acqua cristallina e da verdi vallate, offrendo visitatore un particolare rapporto tra uomo e natura regalando inoltre antichi templi e sensazioni appartenenti a un tempo passato in grado di offrire una fantastica vacanza mescolandola a una storia complice di una leggenda da fiaba.

La Sardegna è una terra non solo da amare ma anche da vivere a 360° tutto l’anno.

Immagine

La pet Therapy e i suoi benefici

Un interessante articolo del Dott. Elena Goi sulla pet therapy e sui suoi indubbi benefici, mi è stato “girato” dall’amico Dario Depascalis proprietario dell’allevamento BUDDADOG a Valeggio in provincia di Pavia.

Quanto segue è un’attenta analisi di come un animale ( ma in questo caso lo definirei con il termine di amico), possa contribuire alla risoluzione di certe problematiche proprie del rapporto uomo – animale.

“Per migliaia di anni l’uomo è vissuto secondo i ritmi della natura ed in stretto contatto con il mondo degli animali. Negli ultimi cinquant’ anni il processo di urbanizzazione ha profondamente mutato questo scenario: ci siamo allontanati dal contesto rurale perdendo la possibilità di conoscere la natura e confrontarci con la diversità animale.

Forse proprio per colmare questa mancanza oggi una famiglia su tre ospita un animale domestico.

Tra uomo e animale – in particolare tra uomo e cane – dagli albori della storia fedele alleato nella difesa e nella caccia – esiste un’affinità peculiare, dovuta a millenni di  convivenza, che nasce dalla relazione assidua che si è creata fra le specie.

Il ruolo formativo per i bambini dell’interazione con l’animale è oggetto di numerosissimi studi; fin dagli anni ‘50 lo psichiatra Boris Levinson, fondatore della pet therapy, riscontrava che la presenza di un animale stimola la comunicazione nei bambini con particolari problemi relazionali, aprendo la strada a studiosi di diverse discipline (biologi, psicologi, antropologi, etologi, pedagogisti) che hanno approfondito e delineato le basi di una nuova disciplina: la zooantropologia.

La zooantropologia studia la relazione uomo animale: riconoscendo all’animale ruolo  di soggetto attivo cerca un linguaggio comune e studia come guidare questa relazione affinchè lasci emergere contenuti benefici insostituibili: aperture emozionali e relazionali,  modificazioni positive del comportamento, consolidamento dell’autostima, coscienza  della capacità espressive e motorie, accrescimento delle capacità di valutare il diverso.

Tutte queste valenze positive si ritrovano in pet therapy e nei programmi di zooantropologia didattica.

Le attività assistite (pet therapy) constano di interventi in cui una coppia operatore – cane (o coniglio) propongono attività diverse per incrementare le capacità degli alunni sul fronte cognitivo, psico-motorio, relazionale; l’osservazione, la comunicazione, il prendersi cura, il gioco, l’interazione guidata sono  le tappe di un percorso che conducono gli utenti ad importanti traguardi: aumento dell’autostima, della motivazione, delle capacità sensoriali e motorie, dell’affettività e della serenità.

L’incontro con l’animale è  guidato in modo molto graduale: iniziando dalla semplice osservazione fino all’interazione e alla gestione –  sempre condotta con l’operatore di riferimento. Presentarsi, accarezzare, premiare, spazzolare, dare i comandi di base, condurre al guinzaglio, fare giochi di interazione semplice (cerca, riporto, problem solving), sono alcune tracce esemplificative di come si costruisce la relazione.

La zooantropologia didattica si fonda sul fascino che il mondo animale esercita sul bambino per coinvolgerlo in attività che migliorano le sue le capacità (valenze pedagogiche formative); educa ad un rapporto equilibrato e rispettoso con l’alterità animale e l’ambiente. I bambini amano entrare in relazione con gli animali perché non giudicano, insegnano ad ignorare qualsiasi distanza ed a considerare la diversità stessa una cosa normale o facilmente superabile. Conoscerli e prendersene cura aumenta il senso di responsabilità e di rispetto per l’ambiente; osservare la natura è inoltre una via privilegiata per imparare: il mondo naturale ha infiniti  modi di stupire e catturare la nostra  attenzione. Questo stimola la fantasia, rafforza la conoscenza  ed abitua ad essere metodici, precisi ed attenti ai fenomeni naturali ed alle relazioni fra gli esseri viventi.”

 Dott. Elena Goi

Be creative, be original, be yourself.

Eccedere e creare, il disegno non è solo espressione e forma d’arte.

Il semplice tracciare dei segni su su supporto cartaceo è il gesto di disegnare, ogni segno gettato su un foglio è l’espressione di un momento, una sensazione spontanea, che vale più di mille parole. Non a caso il “disegno” è stato il primo modo di comunicare, forse ancora prima della parola.

Be creative, be original, be yourself. 

Disegnando praticamente di tutto, ho ritratto momenti e persone e le donne che sono state e sono tuttora fonte d’ispirazione.

Così ora invece di svestirle, mi sono immaginato di rivestirle, pescando a piene mani nell’astratto e nella realtà. Forme sinuose, che fasciano scoprendo, che accentuano più che lasciare vedere e dando all’immaginazione un tocco di sensualità.

Il gioco della seduzione tanto caro a Ovidio, riprende da dove lo aveva lasciato, accendendosi di nuove sfumature. L’abito è l’accessorio principe della seduzione, il complemento all’eros, il fondamento dell’essere femminile.

La donna è stata creata per essere plasmata, colorata, indorata, profumata e innalzata al pari di una dea; alla femminilità umana nessun colore stona, nessuna sfumatura è eccessiva, nessun accostamento è azzardato, per lei, le stesse divinità scesero sulla terra e sfogarono le loro ire, su umani e sugli stessi dei.

Così tra il serio e il faceto, in un gioco antico come l’umanità, ho voluto incidere su carta la debolezza umana, che per la donna s’è messa al pari degli dei, creando e sfidando miti antichi come l’umana vanità.

Donna è vanità, che si specchia nelle quiete acque del fiume innamorandosi della propria immagine riflessa, come un novello Narciso che a nessuno si dona e lascia languire d’amore anche se stesso.

ImpressionistaUrban flare Bianca estateUrban flare 2

Il Social Commerce

Che cos’è il Social Commerce?

Il Social Commerce è la monetizzazione dei social media semplicemente usando l’e-commerce. E’ il concetto del marketing passaparola allineato all’e-commerce.

La pubblicità e il commercio sono inevitabilmente attratti come la gravità dai luoghi dove le persone trascorrono il proprio tempo. Man mano che le persone hanno cominciato a usare i social network, si è iniziato a pensare di come vendere efficacemente ai consumatori.

I due princìpi del Social Commerce sono:

– Mettere in contatto le persone e i loro amici nel luogo in cui comprano.

– Far sì che le persone comprino nel luogo in cui sono connesse.

Stiamo entrando in una nuova era dello shopping, che è collaborativo e sociale, dove le persone influenzano i propri pari e i brand competono basandosi sul valore e l’esperienza all’interno dei social network.

Perché questo è importante?

Il Social Commerce estende le possibilità che i brand entrino in contatto con i clienti in un contesto sociale, dove informazioni rilevanti, interazione e partecipazione sono plasmate non solo dai media, ma dai loro amici e dalla loro rete sociale estesa.

Il Social Shopping è un’estensione naturale dei nostri comportamenti quotidiani: andiamo a fare shopping con gli amici, chiediamo consigli agli amici per poi decidere, almeno in parte, in base al loro feedback.

Noi impariamo dalla conoscenza e dall’esperienza di altri che conosciamo e/o di cui ci fidiamo. Tuttavia è la psicologia sociale dell’influenza a caratterizzare la differenza tra e-commerce e Social Commerce e il modo in cui può essere usata per migliorare i tassi di conversione e vendere prodotti e servizi. I principali canali dell’influenza sono: popolarità, autorità, affinità, scarsità, coerenza e reciprocità.

Alcuni motivi per cui il Social Commerce sarà importante in futuro:

  1. Le persone si fidano di prodotti e servizi acquistati e consigliati dagli “amici; il Social Commerce facilita questo processo all’interno di una piattaforma sociale.
  2. Il Social Commerce utilizza efficacemente il passaparola per monetizzare i social media.
  3. L’incremento di vendite dei negozi online eccede di gran lunga quello dei negozi fisici (fonte: Financial Times). Secondo Comscore l’89% degli utenti online visita negozi online. Se a questo dato si unisce quello del rapporto Nielsen, secondo il quale 1 su 6 utenti poi effettua acquisti, si può notare che i numeri diventano molto interessanti.

“Il Social Commerce è l’evoluzione in senso web 2.0 del commercio online (e-commerce), che consente una maggiore interattività e partecipazione da parte dei clienti, attraverso blog, sistemi wiki e la condivisione di articoli scritti dai membri delle community come nei social network/social media.

Questa nuova modalità di commercio elettronico abbraccia in pieno la tesi che caratterizza il cosiddetto Cluetrain Manifesto: “i mercati sono conversazioni”.

Caratteristica peculiare del Social Commerce è quella che le aziende mettono a disposizione degli utenti gli strumenti per poter creare il proprio business in modo semplice.

Il Social Commerce capovolge il paradigma secondo il quale sono le aziende a proporre i propri prodotti ai clienti, lasciando che siano gli utenti a fare proposte.”

Obbiettivi: Le Nicchie di Mercato

In un mercato che si estende come una macchia d’olio, dove la ricerca si spinge sino alle sue estreme conseguenze, è importante conoscere le “nicchie di mercato”.

Le nicchie sono particolari suddivisioni all’interno dei segmenti e si distinguono da questi ultimi non solo per il fatto di essere di dimensioni più ridotte, ma soprattutto per l’intensità e la particolarità dei bisogni dei consumatori che le compongono.

Segmentare un mercato significa analizzarne le varie componenti in termini di prodotto e di consumatori. Il mercato delle motociclette, ad esempio, va dai motorini, agli scooter, ai bolidi a 4 cilindri 1100cc di cilindrata. Questo mercato e` formato da vari segmenti: moto da strada, da fuoristrada e da entro-fuoristrada. Ognuno di questi tre segmenti e` a sua volta composto da altri sottosegmenti: regolarità, cross, trial per le moto da fuoristrada e scooter, custom, turismo, velocità per le moto da strada.

I Presupposti per Strategie di Nicchia Vincenti

Per avere successo le strategie di nicchia devono rivolgersi a nicchie che siano:

  • Sufficientemente ampie da permettere volumi di vendita soddisfacenti. Le nicchie sono piccole per definizione, ma se sono troppo piccole il gioco non vale la candela perche` le vendite non potranno mai crescere più di tanto.
  • Facilmente raggiungibili, ovvero, nel nostro caso, fortemente rappresentate online. In genere ogni nicchia tende ad esprimere dei mezzi di comunicazione specializzati: esistono riviste sul giardinaggio, sulla decorazione d`interni, sul fai da te, sul collezionismo di monete, sui sigari, sul modellismo per aeroplani, sui computer Apple e così via. Noi abbiamo bisogno di nicchie che abbiano una forte presenza online tramite siti web e gruppi di discussione in modo da poter veicolare i nostri messaggi di vendita velocemente e a basso costo.

Presupposto per avere successo in una nicchia è condividere la passione e la competenza per il prodotto tipiche dei consumatori che la costituiscono. E` l`unico modo per guadagnarne la fiducia e per comprendere appieno le motivazioni che li spingono.

Riassumendo, queste sono le principali differenze tra un Segmento ed una Nicchia di mercato:

  • Nicchia: ristretta, specializzata, bisogni forti, facile individuare i potenziali clienti.
  • Segmento: ampio, indifferenziato, bisogni deboli, target disperso.

Marketing, telemarketing e consulente marketing.

Soprattutto oggi si fa una gran confusione tra marketing, tele marketing e consulenza. Spesso non avendo chiari i significati delle varie parole, si tende a riunirle tutte in un unica grande categoria; le televendite.

Vediamo di spiegare meglio:

Il marketing (termine inglese) è una branchia dell’economia che si occupa dello studio descrittivo del mercato e dell’analisi dell’interazione del mercato e degli utilizzatori con l’impresa. Il termine prende origine dall’inglese market (mercato), cui viene aggiunta la desinenza del gerundio per indicare la partecipazione attiva, cioè l’azione sul mercato stesso.

Marketing significa letteralmente “piazzare sul mercato” e comprende quindi tutte le azioni aziendali riferibili al mercato destinate al piazzamento di prodotti, considerando come finalità il maggiore profitto e come causalità la possibilità di avere prodotti capaci di realizzare tale operazione.

Si differenziano due tipi di marketing:

  • marketing strategico: è un’attività di pianificazione, tradotta in pratica da un’impresa, per ottenere, pur privilegiando il cliente, la fedeltà e la collaborazione da parte di tutti gli attori del mercato.
  • marketing operativo: attiene invece a tutte quelle scelte che l’azienda pone in essere per raggiungere i suoi obiettivi strategici.

Si può definire come telemarketing l’insieme delle attività di marketing ( in questo caso vendita) effettuate tramite lo strumento telefonico:

  • il call center è il luogo fisico, interno all’azienda o in outsourcing, dove l’attività viene svolta;
  • l’attività di direct marketing svolta mediante il call center ha varie finalità, in base a queste viene classificata con ulteriori nomenclature specifiche.

L’attività di telemarketing consiste nel contatto telefonico diretto, svolto mediante operatori commerciali, fra una o più aziende consociate e la clientela, attuale o potenziale, di tali aziende. La finalità di questo contatto è in ogni caso di tipo commerciale, e consiste nella vendita telefonica di beni o servizi (in questo caso si parla in modo più appropriato di teleselling), oppure più spesso, nella pubblicizzazione commerciale delle attività e dei prodotti aziendali. In molti casi la telefonata si conclude, in caso di esito positivo, con l’individuazione di un appuntamento di vendita presso il domicilio del cliente o presso gli uffici commerciali dell’azienda.

Il consulente marketing, invece offre assistenza, che è la parola che meglio introduce nel colloquio con il cliente e le sue esigenze. In questo caso si viene in aiuto col presentare una serie di prestazioni e consigli (derivati da approfonditi studi di mercato), per mettere il “cliente” in una posizione di responsabile aziendale e che sia lui e non altri a decidere ciò che sia più conveniente alla sua azienda.

Studiare e attuare “strategie di mercato” ad hoc, pianificare la pubblicità, sfruttare a proprio vantaggio i “social network”, in una sinergia che permetta il raggiungimento di obiettivi comuni prefissati. Il consulente marketing diventa così il “trait d’union”, l’anello mancante tra il chi vende e chi compra, in poche parole un’ elegante confezione cui fasciare i propri prodotti.