La pet Therapy e i suoi benefici

Un interessante articolo del Dott. Elena Goi sulla pet therapy e sui suoi indubbi benefici, mi è stato “girato” dall’amico Dario Depascalis proprietario dell’allevamento BUDDADOG a Valeggio in provincia di Pavia.

Quanto segue è un’attenta analisi di come un animale ( ma in questo caso lo definirei con il termine di amico), possa contribuire alla risoluzione di certe problematiche proprie del rapporto uomo – animale.

“Per migliaia di anni l’uomo è vissuto secondo i ritmi della natura ed in stretto contatto con il mondo degli animali. Negli ultimi cinquant’ anni il processo di urbanizzazione ha profondamente mutato questo scenario: ci siamo allontanati dal contesto rurale perdendo la possibilità di conoscere la natura e confrontarci con la diversità animale.

Forse proprio per colmare questa mancanza oggi una famiglia su tre ospita un animale domestico.

Tra uomo e animale – in particolare tra uomo e cane – dagli albori della storia fedele alleato nella difesa e nella caccia – esiste un’affinità peculiare, dovuta a millenni di  convivenza, che nasce dalla relazione assidua che si è creata fra le specie.

Il ruolo formativo per i bambini dell’interazione con l’animale è oggetto di numerosissimi studi; fin dagli anni ‘50 lo psichiatra Boris Levinson, fondatore della pet therapy, riscontrava che la presenza di un animale stimola la comunicazione nei bambini con particolari problemi relazionali, aprendo la strada a studiosi di diverse discipline (biologi, psicologi, antropologi, etologi, pedagogisti) che hanno approfondito e delineato le basi di una nuova disciplina: la zooantropologia.

La zooantropologia studia la relazione uomo animale: riconoscendo all’animale ruolo  di soggetto attivo cerca un linguaggio comune e studia come guidare questa relazione affinchè lasci emergere contenuti benefici insostituibili: aperture emozionali e relazionali,  modificazioni positive del comportamento, consolidamento dell’autostima, coscienza  della capacità espressive e motorie, accrescimento delle capacità di valutare il diverso.

Tutte queste valenze positive si ritrovano in pet therapy e nei programmi di zooantropologia didattica.

Le attività assistite (pet therapy) constano di interventi in cui una coppia operatore – cane (o coniglio) propongono attività diverse per incrementare le capacità degli alunni sul fronte cognitivo, psico-motorio, relazionale; l’osservazione, la comunicazione, il prendersi cura, il gioco, l’interazione guidata sono  le tappe di un percorso che conducono gli utenti ad importanti traguardi: aumento dell’autostima, della motivazione, delle capacità sensoriali e motorie, dell’affettività e della serenità.

L’incontro con l’animale è  guidato in modo molto graduale: iniziando dalla semplice osservazione fino all’interazione e alla gestione –  sempre condotta con l’operatore di riferimento. Presentarsi, accarezzare, premiare, spazzolare, dare i comandi di base, condurre al guinzaglio, fare giochi di interazione semplice (cerca, riporto, problem solving), sono alcune tracce esemplificative di come si costruisce la relazione.

La zooantropologia didattica si fonda sul fascino che il mondo animale esercita sul bambino per coinvolgerlo in attività che migliorano le sue le capacità (valenze pedagogiche formative); educa ad un rapporto equilibrato e rispettoso con l’alterità animale e l’ambiente. I bambini amano entrare in relazione con gli animali perché non giudicano, insegnano ad ignorare qualsiasi distanza ed a considerare la diversità stessa una cosa normale o facilmente superabile. Conoscerli e prendersene cura aumenta il senso di responsabilità e di rispetto per l’ambiente; osservare la natura è inoltre una via privilegiata per imparare: il mondo naturale ha infiniti  modi di stupire e catturare la nostra  attenzione. Questo stimola la fantasia, rafforza la conoscenza  ed abitua ad essere metodici, precisi ed attenti ai fenomeni naturali ed alle relazioni fra gli esseri viventi.”

 Dott. Elena Goi

Il Social Commerce

Che cos’è il Social Commerce?

Il Social Commerce è la monetizzazione dei social media semplicemente usando l’e-commerce. E’ il concetto del marketing passaparola allineato all’e-commerce.

La pubblicità e il commercio sono inevitabilmente attratti come la gravità dai luoghi dove le persone trascorrono il proprio tempo. Man mano che le persone hanno cominciato a usare i social network, si è iniziato a pensare di come vendere efficacemente ai consumatori.

I due princìpi del Social Commerce sono:

– Mettere in contatto le persone e i loro amici nel luogo in cui comprano.

– Far sì che le persone comprino nel luogo in cui sono connesse.

Stiamo entrando in una nuova era dello shopping, che è collaborativo e sociale, dove le persone influenzano i propri pari e i brand competono basandosi sul valore e l’esperienza all’interno dei social network.

Perché questo è importante?

Il Social Commerce estende le possibilità che i brand entrino in contatto con i clienti in un contesto sociale, dove informazioni rilevanti, interazione e partecipazione sono plasmate non solo dai media, ma dai loro amici e dalla loro rete sociale estesa.

Il Social Shopping è un’estensione naturale dei nostri comportamenti quotidiani: andiamo a fare shopping con gli amici, chiediamo consigli agli amici per poi decidere, almeno in parte, in base al loro feedback.

Noi impariamo dalla conoscenza e dall’esperienza di altri che conosciamo e/o di cui ci fidiamo. Tuttavia è la psicologia sociale dell’influenza a caratterizzare la differenza tra e-commerce e Social Commerce e il modo in cui può essere usata per migliorare i tassi di conversione e vendere prodotti e servizi. I principali canali dell’influenza sono: popolarità, autorità, affinità, scarsità, coerenza e reciprocità.

Alcuni motivi per cui il Social Commerce sarà importante in futuro:

  1. Le persone si fidano di prodotti e servizi acquistati e consigliati dagli “amici; il Social Commerce facilita questo processo all’interno di una piattaforma sociale.
  2. Il Social Commerce utilizza efficacemente il passaparola per monetizzare i social media.
  3. L’incremento di vendite dei negozi online eccede di gran lunga quello dei negozi fisici (fonte: Financial Times). Secondo Comscore l’89% degli utenti online visita negozi online. Se a questo dato si unisce quello del rapporto Nielsen, secondo il quale 1 su 6 utenti poi effettua acquisti, si può notare che i numeri diventano molto interessanti.

“Il Social Commerce è l’evoluzione in senso web 2.0 del commercio online (e-commerce), che consente una maggiore interattività e partecipazione da parte dei clienti, attraverso blog, sistemi wiki e la condivisione di articoli scritti dai membri delle community come nei social network/social media.

Questa nuova modalità di commercio elettronico abbraccia in pieno la tesi che caratterizza il cosiddetto Cluetrain Manifesto: “i mercati sono conversazioni”.

Caratteristica peculiare del Social Commerce è quella che le aziende mettono a disposizione degli utenti gli strumenti per poter creare il proprio business in modo semplice.

Il Social Commerce capovolge il paradigma secondo il quale sono le aziende a proporre i propri prodotti ai clienti, lasciando che siano gli utenti a fare proposte.”

Marketing, telemarketing e consulente marketing.

Soprattutto oggi si fa una gran confusione tra marketing, tele marketing e consulenza. Spesso non avendo chiari i significati delle varie parole, si tende a riunirle tutte in un unica grande categoria; le televendite.

Vediamo di spiegare meglio:

Il marketing (termine inglese) è una branchia dell’economia che si occupa dello studio descrittivo del mercato e dell’analisi dell’interazione del mercato e degli utilizzatori con l’impresa. Il termine prende origine dall’inglese market (mercato), cui viene aggiunta la desinenza del gerundio per indicare la partecipazione attiva, cioè l’azione sul mercato stesso.

Marketing significa letteralmente “piazzare sul mercato” e comprende quindi tutte le azioni aziendali riferibili al mercato destinate al piazzamento di prodotti, considerando come finalità il maggiore profitto e come causalità la possibilità di avere prodotti capaci di realizzare tale operazione.

Si differenziano due tipi di marketing:

  • marketing strategico: è un’attività di pianificazione, tradotta in pratica da un’impresa, per ottenere, pur privilegiando il cliente, la fedeltà e la collaborazione da parte di tutti gli attori del mercato.
  • marketing operativo: attiene invece a tutte quelle scelte che l’azienda pone in essere per raggiungere i suoi obiettivi strategici.

Si può definire come telemarketing l’insieme delle attività di marketing ( in questo caso vendita) effettuate tramite lo strumento telefonico:

  • il call center è il luogo fisico, interno all’azienda o in outsourcing, dove l’attività viene svolta;
  • l’attività di direct marketing svolta mediante il call center ha varie finalità, in base a queste viene classificata con ulteriori nomenclature specifiche.

L’attività di telemarketing consiste nel contatto telefonico diretto, svolto mediante operatori commerciali, fra una o più aziende consociate e la clientela, attuale o potenziale, di tali aziende. La finalità di questo contatto è in ogni caso di tipo commerciale, e consiste nella vendita telefonica di beni o servizi (in questo caso si parla in modo più appropriato di teleselling), oppure più spesso, nella pubblicizzazione commerciale delle attività e dei prodotti aziendali. In molti casi la telefonata si conclude, in caso di esito positivo, con l’individuazione di un appuntamento di vendita presso il domicilio del cliente o presso gli uffici commerciali dell’azienda.

Il consulente marketing, invece offre assistenza, che è la parola che meglio introduce nel colloquio con il cliente e le sue esigenze. In questo caso si viene in aiuto col presentare una serie di prestazioni e consigli (derivati da approfonditi studi di mercato), per mettere il “cliente” in una posizione di responsabile aziendale e che sia lui e non altri a decidere ciò che sia più conveniente alla sua azienda.

Studiare e attuare “strategie di mercato” ad hoc, pianificare la pubblicità, sfruttare a proprio vantaggio i “social network”, in una sinergia che permetta il raggiungimento di obiettivi comuni prefissati. Il consulente marketing diventa così il “trait d’union”, l’anello mancante tra il chi vende e chi compra, in poche parole un’ elegante confezione cui fasciare i propri prodotti.

Quando l’arte diventa impresa

Presentare l’arte come iniziativa d’impresa è già un poco sminuire l’arte come concetto. Vero anche che gli “artisti” si considerino come gli “ultimi artigiani”, ultimi proprietari di un’arte che col tempo si è sempre più affinata, fino ad arrivare a toccare vette eccelse. Con l’andare del tempo e con l’avvento delle moderne tecnologie, queste arti se da una parte si sono affinate, dall’altra hanno perso quella manualità e quelle impercettibili imperfezioni dei lavori “fatti a mano”.

L’intento sarebbe do racchiudere questa “elite” come si faceva nell’epoca dell’alto Medio Evo, in “confraternite” per salvaguardare un patrimonio che le tecnologie e l’indolenza pare fare estinguere.

In questo contesto, nasce “L’arte diventa impresa”,  che vuole presentarsi come un punto di partenza o una porta d’ingresso di risorse umane, (intese come artisti di qualsiasi genere ed estrazione), che mettono la loro esperienza e creatività a disposizione di attività commerciali, circoli, privati, e a chiunque ne faccia richiesta.

 L’arte diventa impresa, offre servizi sia al consumatore e alle aziende, propone strumenti e mezzi per dare a entrambi possibilità di scambio, s’interazione e di uso 24 ore su 24. Propone idee, modelli, visibilità, accesso e facilità d’interazione, spazi alla cultura, all’istruzione, alle problematiche e al libero scambio d’idee.

Gente che lavora assieme per uno scopo comune. L’idea presa in prestito dall’ArtFusion Group, (artisti che operano in unione), si propone proprio come scambio e condivisione d’idee, progetti e soluzioni a problematiche.

Come costruire un elenco di parole chiave efficaci

Guest post di Zotos Dimitris. Dimitris è un editor & SEO Professional a WebSEOAnalytics.com.

Vi state chiedendo cosa è il modo migliore per creare un elenco di parole chiave efficaci? A seguito di un precedente articolo Parola chiave di ricerca: il centro del tuo SEO Strategy , questa settimana ci concentreremo su un esempio reale, discuteremo le reali esigenze e metteremo in pratica la teoria.

L’esempio del mondo reale

In questo esempio decidere quali parole chiave che useremo per la pagina di destinazione di una suite d’albergo di lusso.   Il nostro cliente proprietario di un hotel 5 stelle, situato sulla isola di Mykonos e il tipo di camera della pagina è una suite per luna di miele.   Con noi pagina cercherà di attirare visitatori alto profilo che corrispondono alla fine è il pubblico di destinazione albergo.

Guardando dentro la mente del visitatore

La breve sintesi qui sopra, insieme con la ricerca di marketing che abbiamo già condotto per il cliente, dare alcune informazioni importanti che ci aiutano a capire l’industria, la concorrenza e le esigenze del cliente.   Il passo successivo è quello di trovare una elenco di parole chiave che descrivono il prodotto del nostro cliente e che comprende termini di ricerca che sono più suscettibili di essere utilizzati dagli utenti. Così, in questa fase si pretende di essere un potenziale cliente e si comincerà con la digitando query sui principali motori di ricerca per trovare alcune parole chiave correlate e risultati.

L’analisi dei risultati del motore di ricerca

Supponiamo che il potenziale visitatore ha già deciso la destinazione (Mykonos) e il tipo di sistemazione (suite). Dopo aver digitato alcune query in Bing, il ricercatore inizia raffinazione query di ricerca per termini più mirati, come suite hotel di Mykonos, luna di miele ecc hotel che utilizzano parole chiave mirate è importante perché attira traffico mirato al tuo sito web e che farà aumentare i tassi di conversione.

Quindi assicuratevi di analizzare i risultati di Bing per le importanti e mirate parole chiave più, verificare quali condizioni i concorrenti utilizzo principale e combinazioni di parole-chiave che hanno nei loro testi.Questo può darvi una buona idea di ciò che la loro strategia di SEO è e in che termini si deve concentrare.Un buon strumento per analizzare il contenuto di questi siti è l’ Analyzer delle parole chiave che vi darà un rapporto dettagliato di tutte le principali parole chiave del loro siti.

Inoltre, avere in mente che ci sono diverse altre fonti grande quantità di informazioni che si possono verificare. Ad esempio se il sito ha già una pagina per la suite luna di miele, è anche possibile recuperare le parole chiave del Reports Web Analytics. Ancora meglio, se c’è una campagna PPC il targeting in luna di miele è una grande opportunità di acquisire conoscenze utili dai ricercatori effettivi.

La selezione delle parole chiave mirate

Dopo il brainstorming e la raccolta di un vasto elenco di parole chiave da varie fonti, abbiamo bisogno di perfezionare e mantenere i termini più importanti. Abbiamo soprattutto cercare di mantenere le parole chiave che descrivono meglio la nostra pagina e che sono più suscettibili di essere utilizzati dai nostri utenti.In questo esempio abbiamo deciso di utilizzare invece la seguente Le principali parole chiave:

•              Luna di miele

•              Hotel

•              Suite

•              Mykonos

•              Grecia

Si noti che ci sono un sacco di altre parole chiave singola parola che è possibile utilizzare (ad esempio, coppie, romantici, di lusso, destinazione, etc) ma sta a te decidere su cui verrà messa a fuoco. La sua selezione dovrebbe essere basata sul tipo di progetto, la competizione, la forza sito web, ecc

Dopo aver selezionato i nostri principali termini, si crea un elenco di parole chiave più mirate. Quelle parole chiave per guidare il nostro sito più traffico mirato e di solito sono più facili portare più alti posti a confronto i termini generici. Per esempio la parole chiave più importanti della nostra lista può essere:

•              Mykonos suite luna di miele

•              Hotel per la luna di miele

•              Hotel Luna di miele a Mykonos

•              Mykonos Luxury Suites Hotel

Anche in questo caso ci sono un sacco di alternative che è possibile selezionare. Sta a voi decidere cosa è più rilevante per la tua pagina, che termini sono suscettibili di portare più traffico, per i quali i termini si hanno maggiori probabilità di alto rango, ecc

Dopo la raffinazione insieme di parole chiave, assicurarsi di studiare di nuovo tutte le informazioni di marketing a disposizione, e, se possibile, brainstorming con i rappresentanti del cliente o di un ufficio marketing, al fine di essere sicuri che la vostra mentalità è allineato alle linee di branding e posizionamento.

Ottimizzare il contenuto della pagina

Quando si desidera ottimizzare un sito web, si concentrerà su ogni pagina separatamente e fare una ricerca e di brainstorming per le parole chiave connessi con le esigenze di un ipotetico ricercatore. Hanno sempre in mente quella pagina di contenuto ogni dovrebbe riflettere le risposte alle esigenze degli utenti e quindi richiede un approccio dedicato e unico. Non dimenticare che si dovrebbe concentrare sulle parole chiave per cui si hanno maggiori probabilità di ottenere una maggiore classifiche. Potete saperne di più su come analizzare la concorrenza sul SERP leggendo l’articolo migliorare il traffico sito web, analizzando la SEO dei vostri concorrenti .

Ultimo ma non meno dopo aver finalizzato la lista di parole chiave, è necessario scrivere i testi e ottimizzare il SEO copia della pagina. Potete saperne di più su pagine di ottimizzazione dalla lettura degli articoli Come ottimizzare i titoli delle pagine e migliorare i tassi di click through 5 bianco-hat punte rapide per amplificare il vostro SEO Classifiche Le 5 regole di base della SEO copywriting .

Traduzione dall’inglese di un articolo di

  • Audrey Durieux
  • Managing Director, Mozaik
    Francia
  • A muso duro

    Il nuovo anno porta inevitabilmente a delle considerazioni, forse perché questa giornata la dedichiamo alla riflessione dopo i bagordi delle feste o forse perché si ha realmente il bisogno di pianificare ciò che sarà e faremo. La mia considerazione o proponimento per il nuovo anno è questo, affrontare il 2011 a muso duro.

    Stanco di aspettare gli eventi, voglio per una volta fare con il protagonista di un mio racconto il principe Koor. Nobile guerriero venuto dal mondo degli inferi per conquistare il mondo dei mortali, affronta gli eventi senza chiedersi cosa succederà dopo, lui vive giorno dopo giorno, vivendo ogni giorno come fosse l’ultimo.

    Questa sarà la mia chiave di lettura per ciò che accadrà d’ora in avanti.

    Il male, l’amore e il perdono

    Quando il male incontra l’amore. Questa è un piccolo racconto sul mito, che narra delle vicissitudini di un demone destinato a distruggere la terra, ma che sul suo cammino incontra tre personaggi che cambieranno il suo destino. I racconti natalizi hanno tutti una lieta fine, questa piccola novella ha una morale suo malgrado. In un’ottica dove l’odio e la violenza sembrano prevalere su tutto, la speranza è d’obbligo.

    Buona lettura.

    Il Principe Guerriero