Il fascino del mistero: “L’isola dei morti” di Arnold Böcklin.

Arnold Böcklin (1827 – 1901) è stata una figura rappresentativa della storia dell’arte in Germania. Inizialmente fu un paesaggista ma, grazie ai frequenti viaggi in Italia, fu influenzato dal romanticismo: all’interno dello stile dell’Art Nouveau, fu un simbolista. La sua pittura si rivela mitologica: creature oniriche tra architetture classiche, simbolismi, allegorie e un richiamo spesso ossessivo alla morte. L’effetto è la creazione di mondi strani e fantastici.

La sua opera più famosa è L’Isola dei Morti.

L’isola dei morti ‎”Die Toteninse”

Isola dei Morti (Bocklin)

Isola dei Morti (Bocklin)

Una silhouette vestita di bianco,sopra una barca che naviga lentamente verso un’isola sassosa, ai lati della quale si scorgono grosse conifere. All’interno della barca c’è qualcosa, forse una bara coperta da un candido drappo.

Questo è uno dei dipinti più impenetrabili della storia dell’arte, l’isola dei morti . Un quadro di cui esistono almeno cinque versioni, ognuna differente dall’altra per tonalità, ma non come soggetto.
Un dipinto che Hitler il dittatore nazista amava a tal punto da volerlo nella sua stanza di rappresentanza e dal quale non si separò mai, nemmeno in punto di morte, perché?
L’enigma.

Il dipinto di Bocklin non ha mai avuto, da parte dell’autore, una spiegazione né  sulla tematica né sull’effettivo senso dell’opera. Sappiamo tuttavia che Bocklin era affascinato dalla mitologia nordica, dagli dei del Walhalla, dalle Valkirie, dai miti celtici e dalle complesse allegorie dei popoli di origine celtica.

La stessa curiosità che spingeva il dittatore tedesco sempre alla ricerca delle radici della civiltà e cultura ariana.
Un interesse e un’ammirazione che andavano dalla svastica, segno solare ridotto a rappresentazione della follia nazista, alla Heilige lunch, cioè la lancia del destino o di Longino), il centurione romano che trafisse il costato di Gesù proprio con quella lancia, per porre fine alle sue sofferenze terrene.

Hitler inseguì nel corso della sua folle avventura tutti i simboli esoterici delle religioni celtiche, cattolica e non solo. Dal Graal all’Arca dell’alleanza, dal Vril alla Heilige lunch:una ricerca che ebbe molta importanza per il dittatore tedesco.
Non fu un caso che in piena seconda guerra mondiale, venissero mandati in Tibet e in Egitto, in Francia e in Africa spedizioni importanti alla ricerca dei più importanti simboli della cristianità.

Perché tanto interesse per l’Isola dei morti?
Probabilmente nell’immaginario di Hitler, l’isola rappresenta il pantheon ideale, dove riposare per sempre, come un antico dio nordico venerato ma irraggiungibile dai comuni mortali.

Il dipinto ha anche un qualcosa di dantesco, non dimenticando che Böcklin ha soggiornato anche a Firenze, come non si potrebbe vedere un Caronte che rema mestamente, mentre la bianca figura che si staglia dritta, non potrebbe essere Dante che si avvicina alla prima fermata dell’inferno?

Oppure ad Avalon l’isola incantata, e l’uomo sulla barca Giuseppe d’Arimatea che porta il corpo di Gesù fasciato in un drappo bianco (la Sacra Sindone) a rinascere a nuova vita?

Non c’è dato sapere.

L’alone di mistero che circonda questo quadro non si dipanerà tanto facilmente, o almeno fino a che le più svariate teorie non si dissolveranno alla verità, che solo la mente di chi ha concepito quest’opera ne custodisce il segreto.

Annunci

Un commento su “Il fascino del mistero: “L’isola dei morti” di Arnold Böcklin.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...