L’ego digitale e il nuovo edonismo

Eco e Narciso

Eco e Narciso

Edonismo: (dal greco antico Edoné, “piacere”) è, in senso generale, il termine con il quale si indica qualsiasi genere di filosofia, o scuola di pensiero che riconosca nel piacere (e non, ad es., nel bene o nella felicità) il fine ultimo dell’uomo.

Digitale: In informatica ed elettronica con digitale ci si riferisce a tutto ciò che viene rappresentato con numeri o che opera manipolando numeri. Il termine deriva dall’inglese digit, che significa cifra, che a sua volta deriva dal latino digitus, che significa dito.

Sommando i due termini si ottiene L’edonismo digitale.

Avanguardia Edonista.

Farsi un ego digitale.

Perché confezionarsi un ego digitale a discapito di quello materiale. Le ragioni apparentemente molteplici si riducono a due soltanto. La prima la più palese è l’essere finalmente se stessi o meglio quello che si è sempre desiderato di essere, la seconda è l’apparenza dionisiaca ovvero l’appagamento dell’io. Sia l’una che l’altra sono imprescindibili, si come espressione più materiale della supremazia su se stessi, sia anche come manifestazione e appagamento dell’ego. Essere come si è sempre voluti essere e non solo apparire ora si può, dotandosi di un io (o multi ego digitale). Non sono d’accordo con chi radicalmente cambia tutto in se stessi, ciò dimostra una poco propensa autostima. Ognuno di noi ha dunque qualcosa che funziona e qualche cos’altra che opera meno, tutto sta a capire quello che non funge ed operarsi ad un cambiamento ovviamente in meglio. In un’epoca basata sull’apparenza dove l’immagine gioca un ruolo predominante e dove nessuno è esente da ritocchi di qualsiasi genere. L’edonista digitale si appropria di quegli elementi di “ritocco” adesso accessibili a tutti. La rete offre numerose risorse per l’appagamento naturale dell’ego. Strumenti, accessori, e non ultimi il social network. La realtà è avara di stimoli perché s’infrangono in un muro fatto di preconcetti e false libertà. La vera libertà sta nell’essere, nell’apparire, nell’appagamento dei sensi e nella ricerca dell’effimero, nel compiacersi, nel ricercare il piacere fino a se stesso, godere di se stessi e degli altri e che dunque ben vengano le esibizioni estemporanee di corpi nudi che grazie e bellezza, agilità e potenza non lesini nano agli occhi, dimostrazione sublime della perfezione umana e condizione primaria dell’esistenza.
Edonismo
Dal greco piacere, godimento, è, in senso generico, ogni dottrina che pone il piacere, comunque inteso, a norma e fine ultimo dell’attività umana, facendo in esso consistere il valore stesso del bene morale. L’edonismo è un derivato nel campo etico dell’empirismo gnoseologico: negata infatti alla conoscenza umana la possibilità di raggiungere, oltre i fatti d’esperienza, valori d’ordine spirituale assoluto (Dio, anima, bene, ecc.), ne consegue logicamente l’impossibilità, o, quanto meno, l’inopportunità di porre questi supposti valori a fondamento e norma della vita morale e della felicità; ed è facile sostituire ad essi il criterio immediato e concreto della soddisfazione, piacere, godimento che le singole azioni sono in grado di procurare all’individuo. Edonismo, questo, in senso proprio, distinto da altri sistemi etici affini come l’eudemonismo e l’utilitarismo.

Perché confezionarsi un ego digitale a discapito di quello materiale. Le ragioni apparentemente molteplici si riducono a due soltanto. La prima la più palese è l’essere finalmente se stessi o meglio quello che si è sempre desiderato di essere, la seconda è l’apparenza dionisiaca ovvero l’appagamento dell’io. Sia l’una che l’altra sono imprescindibili, si come espressione più materiale della supremazia su se stessi, sia anche come manifestazione e appagamento dell’ego. Essere come si è sempre voluti essere e non solo apparire ora si può, dotandosi di un io (o multi ego digitale). Non sono d’accordo con chi radicalmente cambia tutto in se stessi, ciò dimostra una poco propensa autostima. Ognuno di noi ha dunque qualcosa che funziona e qualche cos’altra che opera meno, tutto sta a capire quello che non funge ed operarsi ad un cambiamento ovviamente in meglio. In un’epoca basata sull’apparenza dove l’immagine gioca un ruolo predominante e dove nessuno è esente da ritocchi di qualsiasi genere. L’edonista digitale si appropria di quegli elementi di “ritocco” adesso accessibili a tutti. La rete offre numerose risorse per l’appagamento naturale dell’ego. Strumenti, accessori, e non ultimi il social network. La realtà è avara di stimoli perché s’infrangono in un muro fatto di preconcetti e false libertà. La vera libertà sta nell’essere, nell’apparire, nell’appagamento dei sensi e nella ricerca dell’effimero, nel compiacersi, nel ricercare il piacere fino a se stesso, godere di se stessi e degli altri e che dunque ben vengano le esibizioni estemporanee di corpi nudi che grazie e bellezza, agilità e potenza non lesini nano agli occhi, dimostrazione sublime della perfezione umana e condizione primaria dell’esistenza. Edonismo Dal greco piacere, godimento, è, in senso generico, ogni dottrina che pone il piacere, comunque inteso, a norma e fine ultimo dell’attività umana, facendo in esso consistere il valore stesso del bene morale. L’edonismo è un derivato nel campo etico dell’empirismo gnoseologico: negata infatti alla conoscenza umana la possibilità di raggiungere, oltre i fatti d’esperienza, valori d’ordine spirituale assoluto (Dio, anima, bene, ecc.), ne consegue logicamente l’impossibilità, o, quanto meno, l’inopportunità di porre questi supposti valori a fondamento e norma della vita morale e della felicità; ed è facile sostituire ad essi il criterio immediato e concreto della soddisfazione, piacere, godimento che le singole azioni sono in grado di procurare all’individuo. Edonismo, questo, in senso proprio, distinto da altri sistemi etici affini come l’eudemonismo e l’utilitarismo.

Come nuovi dei, i giovani fauni si compiacciono di se stessi guardando riflesso nel lago delle vanità la loro immagine lucente. Segui il link per saperne di più ed entrare nell’Olimpo delle nuove divinità

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